Marquez re del flag-to-flag, Yamaha e Ducati non all’altezza del Cabroncito “stratega”

La gara della MotoGP da Brno va in archivio con il terzo successo stagionale di Marc Marquez. Un trionfo importantissimo, fondamentale in ottica generale. Ma soprattutto una vittoria di strategia: in situazioni difficili il Cabroncito non sbaglia mai, azzecca sempre la scelta al momento giusto. Yamaha e Ducati invece non si dimostrano all’altezza dell’avversario, perdendo punti importanti.

 Nella prima parte di gara ero piuttosto competitivo, poi nella seconda con le slick ho recuperato tanto ed ero veloce. Mi è sfuggito il podio per un pelo. Sono stato anche sfortunato perché avevamo deciso di avere il messaggio di rientro ai box per il flag-to-flag sulla tabella esposta dal muretto, e infatti appena l’ho visto mi sono fermato. Purtroppo me l’hanno esposta con un giro di ritardo e io mi sono fermato ancora dopo, perdendo la possibilità di lottare per il podio. Abbiamo fatto un errore”.

Queste sono le parole di Valentino Rossi al termine del Gran Premio di Brno, decimo atto del mondiale della MotoGP 2017. Un’occasione persa per il Dottore, che in Repubblica Ceca era competitivo sia sull’asciutto che sul bagnato: ottimi i primi giri con pista umida, fantastica la rimonta nel finale con gomme slick. Eppure è arrivata solo una quarta piazza, addirittura a oltre 20 secondi da Marc Marquez. Come è possibile questo disastro? Riavvolgiamo il nastro e andiamo a capire nei dettagli cosa è successo ieri.

Marquez re del flag to flag

Sarà antipatico agli italiani, sarà un furbo come pochi, ma è certo che è sicuramente il migliore a sfruttare le condizioni difficili e complicate. Parliamo certamente di Marc Marquez, il re del flag to flag. E’ fenomenale a leggere al meglio la situazione, a capire come agire e sfruttare al meglio la strategia di gara. Da quando la regola del cambio moto in gara bagnata è stata implementata, è sempre stato il più scaltro ad usarla, bravissimo ad entrare ai box sempre al momento giusto per poi andare a trionfare, mentre i più quotati avversari spesso si sono ritrovati nelle retrovie.

Anche se non lo posso vedere…però bisogna ammettere che in un modo o nell’altro Marquez non sbaglia un flag to flag

Ieri è stato anche fortunato, dato che aveva sbagliato strategia ad inizio gara, ma ha approfittato del cambio moto anticipato e, con pista ancora molto bagnata, ha girato su tempi incredibili con le slick.

Il crollo di Marc ad inizio gara era tutta “strategia”?

 la prova della fondatezza della strategia di marquez? A differenza degli altri team, la sua moto era già pronta

Ieri se ne è parlato tantissimo: Marc ha fatto apposta a rallentare nel giro 3, facendosi passare da tutti, in modo da nascondersi e non farsi vedere dai big quando rientrava ai box? Nelle interviste il Cabroncito ha negato tutto, ma sia Pedrosa che Rossi sono quasi sicuri di questo, ma soprattutto alcuni meccanici proprio del team dello spagnolo avrebbero raccontato alla Movistar di questo piano “diabolico”. La verità non la sapremo mai, certo non stupisce questa cosa: Marquez è un calcolatore incredibile, uno stratega che in queste cose è un passo avanti agli altri.

Rossi e la Yamaha sbagliano, ancora

Mentre il team di Marquez lavora al meglio in queste condizioni, la Yamaha prende ancora paga, dimostrandosi assolutamente non all’altezza della situazione. Storicamente Valentino Rossi si è sempre trovato in difficoltà nel capire quando è il momento giusto per entrare ai box, ma stavolta non è tutta colpa sua. E’ il team che ha sbagliato a mostrargli la lavagnetta di ingresso al pit in ritardo. Un errore clamoroso di valutazione, soprattutto perché il box di Viñales lo ha avvertito ben un giro prima.

In Ducati va ancora peggio

@guidomeda cmq box yamaha e ducati a livelli dilettantistici…per me hanno l ossessione di sto mondiale che per paura di rischiare perdono

La gara di Dovizioso è praticamente fotocopia di quella del Dottore, nel bene e nel male: ottima competitività in pista, male la strategia e la gestione della gara. In Ducati però la situazione è un filo diversa. Prima di tutto, a differenza di Valentino Rossi che era d’accordo con il box, il Dovi aveva libera scelta di quando rientrare a cambiare moto, ha sbagliato da solo quindi. In secondo luogo il box Ducati ha dimostrato la sua totale inefficienza con Jorge LorenzoPor Fuera è stato avvertito con la novità del messaggio sul cruscotto, peccato però che la sua seconda moto non era pronta con l’assetto da asciutto. Un errore inconcepibile, non certo da un team che vuole lottare per il titolo mondiale.

La MotoGP si dimostra assolutamente impreparata

La regola del flag-to-flag non è mai piaciuta agli addetti ai lavori, come ai piloti. E’ considerata pericolosa sia per la guida in pista con gomme sbagliate, sia per la confusione che si crea ai box. D’accordo o no, c’è questa regola, e le squadre devono sottostare, ma soprattutto utilizzarla al meglio. Invece quello che si nota costantemente è che le squadre sono spesso impreparate, non riescono mai a prendere le decisioni corrette. E dire che non è così difficile agire in maniera idonea….

Nel mondiale più incerto di sempre i dettagli fanno la differenza

La scelta migliore!!!Ma mi domando seguire la strategia di Marquez che è mago quando si tratta di correre in “flag to flag” era difficile?

Ricordiamo una cosa: dopo 10 gare ci sono ben 5 piloti racchiusi in 31 punti. Un mondiale fantastico, combattuto, con Marquez in testa di 14 punti su Viñales. Terzo è il Dovi, poi Rossi e Pedrosa. In questa grandissima incertezza sono i piccoli particolari a fare la differenza, i minimi dettagli devono essere studiati alla perfezione. E’ in questo che il team del Cabroncito sembra averne di più: Rossi, la Yamaha e la Ducati devono lavorare ancora moltissimo. Se questo titolo verrà deciso per pochi punti a favore di Marquez, sarà merito della sua caparbietà e furbizia, ma anche demerito delle strategie errate in queste condizioni da parte degli avversari.

Fonte: http://it.eurosport.com/motogp/marquez-re-del-flag-to-flag-yamaha-e-ducati-non-all-altezza-del-cabroncito-stratega_sto6280445/story.shtml