Da Real-Man Utd a Juve-Lazio e Neymar: da non perdere in settimana

Metodisti di tutta Italia proveranno ad attaccare un record che Jorge Luiz Frello Filho, meglio conosciuto come Jorginho, detiene da poco meno di due anni, da quando nel novembre 2015, risultò essere il giocatore della Serie A ad aver toccato il maggior numero di palloni (218) nel corso di una partita, negli ultimi 10 anni. Un dato che evidenzia quanto sia indispensabile l’apporto di questo ragazzo italo-brasiliano che Riccardo Bigon, l’allora direttore sportivo del Napoli, prelevò dal Verona, nel gennaio 2014. Dopo tre anni, Jorginho è tra i pezzi forti di questo collettivo che tra otto giorni giocherà la gara d’andata del preliminare di Champions League, contro il Nizza, al San Paolo. “Avversario duro, perché avrà già nelle gambe un paio di giornate di campionato. Ma, per noi non ci saranno alternative, dobbiamo passare alla fase a gironi di Champions e basta”.

Sensazioni positive, dunque?
“Stiamo lavorando intensamente, Sarri cura tantissimo sia la parte tecnico-tattica sia quella fisico-mentale. Credo che siamo vicini alla migliore condizione”.
Ormai, di questo Napoli lei dispone della chiave più importante, quella del centrocampo. 
“Quando un giocatore avverte la fiducia dell’allenatore e dei propri compagni, allora vuol dire che ha raggiunto un grado di maturità importante, e questo mi gratifica parecchio”.
La partenza di Pirlo ha lasciato un vuoto, fin qui, non colmato, tra i metodisti: potrebbe provarci lei, condivide? 
“Ora si, mi piacerebbe. Ma in me hanno creduto in pochi. Mandorlini, per esempio, mi ha aiutato abbastanza, mentre Sarri mi ha completato, è stato bravo a sapermi alleggerire il peso delle responsabilità. Con Benitez, invece, ho avuto delle difficoltà, soprattutto nel secondo anno, quando decise di cambiare il modo di giocare, ma non il modulo, imponendo che il pallone si lanciasse sulle seconde punte. La mia, però, è un’osservazione non un’accusa”.
Una maturità acquisita, la sua, che le assegna in campo il ruolo di leader vero: le pesa?
“Assolutamente no. Non mi sento presuntuoso se dico di sentirmi tale anche se in questa squadra tutti hanno la loro importanza. Oltre al gioco, di mio ci metto pure l’allegria, perché sono uno che pensa sempre positivo”.
Continuando a giocare così, la Nazionale non potrà ignorarla: sente di poterci ritornare? 
“Questo è un argomento che preferirei non affrontare, non voglio commentarlo. Quando ti rendi conto di certe cose, allora è meglio concentrarsi sul lavoro e lasciar perdere”.
Dica la verità, si è mai pentito di aver scelto la nazionalità italiana a quella brasiliana? 
“Non lo so, ma so che non condivido le scelte di Ventura, a volte neanche le capisco. In certi momenti mi pare che si voglia negare l’evidenza, non saprei cos’altro dire”.
Tra due settimane inizierà il campionato e il calendario le ha riservato subito la trasferta di Verona, ritornerà nella città che l’ha lanciata nel grande calcio: emozionato? 
“Sempre. È una città che mi ha accolto bene, mi ha aiutato a maturare. Mi dispiace che tra le due tifoserie ci sia tanta rivalità. Lì ho tanti amici che dinanzi alla tv tifano per me. Tornarci mi fa sempre piacere”.
Si riparte dal sogno, quello che Sarri, la squadra e la città stanno inseguendo da due anni: vi sentite vicini alla sua realizzazione? 
“Sarà il campionato più complicato degli ultimi anni e, per questo, avvincente. La Juventus non sarà la favorita come nelle ultime stagioni, perché noi e la Roma abbiano accorciato le distanze, mentre il mercato di Inter e Milan le impone tra le favorite. Insomma, non penso che ci saranno distacchi abissali tra la capolista e le altre, così com’è avvenuto in passato, ci sarà maggiore equilibrio”. 
Nulla è cambiato rispetto alla passata stagione, la squadra è la stessa, ma si parla del Napoli in maniera ancora più entusiasmante: cosa c’è di diverso? 
“La forza del gruppo è notevole, c’è grande intesa nello spogliatoio. Insieme alla qualità dei giocatori abbiamo anche un allenatore super, la mentalità di Sarri ci ha cambiato e migliorato del tutto. Non ho dubbi: il Napoli che verrà, vedrete che saprà stupire”.

Fonte: http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/07-08-2017/da-real-manchester-utd-juve-lazio-debutto-neymar-non-perdere-settimana-210840107808.shtml