Kim Jong Un non si ferma, vuole colpire la base Usa di Guam. Trump: “Non mi fate usare l’atomica”

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U.S. President Donald Trump speaks about North Korea during an opioid-related briefing at Trump’s golf estate in Bedminster, New Jersey, U.S., August 8, 2017. REUTERS/Jonathan Ernst
Nel mirino di Kim finisce l’isola di Guam. Secondo quanto riportano i media internazionali citando fonti militari di Pyongyang, la Corea del Nord starebbe “considerando” un piano per colpire con un missile a raggio intermedio la base Andersen della Us Air Force che ha sede nell’isola di Guam, nel Pacifico a soli 3.400 km da Pyongyang. Manovre che il segretario di Stato americano Rex Tillerson minimizza, invitando gli americani a “dormire sereni”, perché “non c’è una minaccia imminente” da parte della Corea del Nord. Parole di tutt’altro tenore rispetto alle parole veementi di Donald Trump, che hanno subito sollecitato Berlino e Pechino a un generale invito alla calma.
In un tweet, Donald Trump scrive che “il mio primo ordine da presidente è stato rafforzare e ammodernare il nostro arsenale nucleare. È ora più forte e più potente che mai. Speriamo di non dover mai usare questa forza ma non ci sarà un momento in cui non saremo la nazione più potente del mondo”.

My first order as President was to renovate and modernize our nuclear arsenal. It is now far stronger and more powerful than ever before….

…Hopefully we will never have to use this power, but there will never be a time that we are not the most powerful nation in the world!

La base Andersen di Guam ospita, tra gli altri, il 36esimo stormo aereo formato dai bombardieri strategici B-52, antiquati ma ancora letali, i più moderni B-1B Lancers, che hanno sorvolato la penisola coreana dopo il lancio dei due missili balistici intercontinentali Hwasong-14, il 4 ed il 28 luglio, in grado di colpire tutti gli Usa ad oltre 10.000 km di distanza. Non solo. Nella base Anderson in gran segretezza vengono spesso schierati i letali bombardieri stealth (invisibili ai radar) B2 Spirith, di cui esistono solo 20 esemplari, l’arma ideale per l’attacco preventivo Usa ipotizzato, extrema ratio, dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale, il generale McMaster.
In particolare Pyongyang, riferisce l’agenzia ufficilae Kcna, afferma che “sta al momento esaminando con attenzione i piani operativi per avvolgere in una palla di fuoco l’area di Guam con un missile balistico a medio raggio Hwasong-12”. Il piano sarà finalizzato “e posto in atto con azioni simultanee e consecutivi in qualsiasi momento una volta che Kim Jong Un, comandante supremo delle forze nucleari nordcoreane, lo ordinera”, conclude l’agenzia.
La nuova minaccia giunge qualche ora dopo che Donald Trump aveva tuonato contro il regime nordcoreano, dicendo che “se Pyongyang continuerà con l’escalation della minaccia nucleare la risposta americana sarà fuoco e furia, come il mondo non ha mai visto”. Parole contestate in patria da John McCain, senatore repubblicano spesso ostile all’inquilino della Casa Bianca: “obietto alle parole del presidente – dice – perché bisogna essere sicuri che si possa fare quanto si dice”.
Il governatore di Guam, Eddie Calvo, ha affermato di non temere le minacce della Corea del Nord, perché l’isola è comunque “pronta a ogni eventualità”. In un messaggio televisivo ha usato toni tranquillizzanti: “Voglio rassicurare la popolazione che non c’è alcuna minaccia attuale alla nostra isola né alle vicine Marianne. Ho parlato al capo del comando regionale delle Marianne, il contrammiraglio Shoshana Chatfield, che me lo ha confermato”, ha detto Calvo. Nel capoluogo di Guam, Hagatna, non vi è alcun segno di tensione e la gente si mostra tranquilla con tocco di fatalismo: “Non è che ci sia molto che possiamo fare. È una piccola isola, non c’è dove scappare”, ha detto un isolano, James Cruz. La delegata di Guam al Congresso, Madeleine Bordallo, ha definito “molto preoccupanti” le capacità nucleari della Corea del Nord ma si è detta fiduciosa che l’isola sia sicura e protetta.