Tamberi: “Voglio una medaglia ma sarà un’impresa, da un anno lavoro per Londra”

Gianmarco Tamberi scenderà in pedana venerdì mattina ai Mondiali 2017 di atletica leggera.Gimbo ha recuperato dall’infortunio della scorsa stagione e cerca un’impresa a Londra. L’obiettivo è l’ingresso in finale ma il Campione d’Europa e Campione del Mondo indoor non si tira indietro. Le intenzioni del marchigiano sono sembrate chiare durante la conferenza stampa a Casa Atletica Italiana.

Non sono venuto qui per fare presenza, io voglio una medaglia. Finora non l’ho mai fatto, ma ora è arrivato il momento di espormi. Sarà durissima, sarà un’impresa, ma quello che mi ha portato fin qui è l’idea di salire sul podio. Ci ho creduto sempre, anche quando ero lontanissimo dal tornare in pedana, mi sono forzato a rimanere a dieta quando ancora avevo le stampelle. E ora non sto nella pelle. Il 16 luglio, il giorno successivo all’infortunio, ho capito che il mio sogno olimpico si era infranto. Da lì ho ricominciato da capo, da zero, con in testa il Mondiale di Londra, ed è stato un percorso durissimo, pieno di alti e bassi. Mi sono aggrappato ai miei sogni anche se in molti momenti, lo ammetto, è stata durissima non arrendersi”.

Gimbo parla anche degli avversari: “A Montecarlo quando mi sono infortunato sono corsi tutti a soccorrermi. Non era scontato, e quando ho rivisto le immagini mi sono commosso. Lo stesso Bondarenko, che normalmente quasi non saluta nessuno, e che ha subito la mia stessa operazione cinque anni fa, mi ha aiutato un sacco mandandomi la sua documentazione medica, i programmi di recupero, dandomi consigli. Mutaz Barshim, quando non volevo parlare con nessuno dopo il disastro di Parigi (tre nulli alla misura d’entrata ndr), è rimasto mezz’ora a bussare fuori dalla mia stanza d’albergo finché non l’ho lasciato entrare. Mi ha parlato a lungo per farmi reagire, e ci è riuscito. Il giorno successivo sono partito per l’Ungheria da solo, di nascosto, senza dirlo nemmeno a mio padre. Dovevo ritrovarmi: ho saltato 2,28”.


Gianmarco Tamberi, Diamond League, Getty Images

L’analisi sul suo stato di forma: “Sto all’80%, ma sono su un’altalena. Certi giorni mi sento davvero bene, in altri al 20%. Alti e bassi continui, che non mi danno certezze tecniche e che non riesco a mitigare. Sono il motivo per cui ho anticipato il rientro a San Marino, volevo darci un taglio. Ultimamente sono riuscito a trasformare gli ‘alti e bassi’ in ‘alti e medi’, ma di certo non saranno i medi a portarmi sul podio”.

Quanto ci vuole per le medaglie? 2,33. Una misura che so di valere, ma farla in finale è diverso, più difficile. Barshim è il favorito, il migliore quest’anno nonostante un piccolo problema a luglio. Poi Bondarenko, anche se non è ai livelli del suo passato. Mateusz Przybylko, il tedesco, ha fatto 2,35 ma bisognerà vedere come reagirà alla pressione di un grande evento e di un grande stadio. Lo so bene io che nel 2012 passai da una gara con 30 spettatori alle qualificazioni dei Giochi Olimpici, nello stesso stadio di questi Mondiali”.

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Gimbo è molto amico di Gregorio Paltrinieri, Campione Olimpico e Campione del Mondo dei 1500m: “Greg è il Bolt del nuoto, ha fatto cose enormi.Paragonarmi a lui non ha senso. Per me è un grande amico, una persona eccezionale e un esempio”.

Fonte: http://it.eurosport.com/atletica/mondiali-di-atletica/2017/tamberi-voglio-una-medaglia-ma-sara-unimpresa-da-un-anno-lavoro-per-londra_sto6283082/story.shtml