Ventura sì, Ventura no: i pro e i contro del rinnovo al ct della Nazionale

La sorprendente decisione della Federazione di rinnovare il contratto dell ct Ventura alla vigilia della cruciale sfida con la Spagna ha aperto un ampio dibattito. Decisione corretta o avventata? Noi ci siamo esposti…E voi come la pensate?

La Federazione ha rinnovato il contratto del Commissario tecnico della Nazionale italiana Giampiero Ventura fino al 2020; mossa a sorpresa in quanto maturata a meno di un mese dalla partita decisiva in ottica qualificazione mondiale contro la Spagna. Una decisione che ha immediatamente spaccato l’opinione pubblica e che ha aperto un ampio dibattito in seno alla nostra stessa redazione…E voi che ne pensate?

Perché sì. Raccogliere il testimone da un condottiero del calibro di Antonio Conte non rappresenta una passeggiata di salute per nessuno: eppure “mister libidine” Giampiero Ventura ha saputo sedurre tutti, ma proprio tutti, dai senatori dal gruppo fino ai novellini, con la forza delle idee e un carisma indiscutibile. Giusto rinnovargli il contratto per dare fiducia e continuità al progetto, ma soprattutto lanciare al ct un chiaro segnale in vista del big match contro la Spagna: “Gli abbiamo dato tutta la forza necessaria per andare a Madrid nelle migliori condizioni”, le parole di Tavecchio che non fanno una grinza. Al netto del passo falso nel match d’esordio in amichevole contro la Francia l’Ital-Ventura ha inanellato striscia positiva di 7 vittorie e 2 pareggi ed è appaiata alla Spagna in vetta al gruppo G di qualificazione a Russia 2018; i risultati sono dalla sua parte – il gioco lievita di partita in partita – e il lavoro sui giovani è sotto gli occhi di tutti: Nazionale mai così giovane e futuribile. La tesi del sottoscritto? Il progetto-Ventura avrebbe dovuto già essere improntato al quadriennio Mondiale-Europeo: il lasso di tempo minimo per non abbandonare gruppo e lavoro a metà. (p. p)

    La Stampa – L’età media della nazionale in  di poco superiore ai 26 anni. La più bassa dell’era 

    Perché no. La mossa di Tavecchio è da un certo punto di vista comprensibile, ma dall’altro lato della medaglia lascia aperti grandi interrogativi. O meglio, più che altro dei ‘se’. Se non battiamo la Spagna e arriviamo secondi? Se dagli spareggi – (parliamoci chiaro: molto, ma molto probabili) – per caso dovessimo uscire sconfitti? Sarebbe la prima e unica volta dal 1958 che la nostra nazionale non si presenterebbe ai mondiali. E va bene il relativamente difficile momento storico della nostra nazionale, ma il suo predecessore – con una rosa assai meno competitiva – ha dimostrato che i miracoli si possono fare, come visto a Euro 2016. Ecco, resta questo il grande interrogativo dietro la scelta della Federazione di giocarsi questo all-in su Ventura, piazzando tutte le fiches su un progetto che proprio ora inizia ad arrivare al dunque ma di cui c’è ancora tutto da capire. Una scelta che evidentemente fa discutere non tanto per l’idea in sé, quanto per le tempistiche. Che differenza avrebbe fatto proporre il rinnovo a qualificazione mondiale raggiunta? Ma soprattutto, nello sciagurato – e si spera non verificabile – caso in cui gli azzurri non dovessero volare a Russia 2018, che dovremmo farcene del rinnovo di Ventura? Qualcuno potrebbe pensare a una polemica preventiva e dunque un po’ sterile, ma resta il concreto fatto che la situazione è nel suo momento più delicato e questo rinnovo, più che togliere pressione a Ventura, ne aggiunge ulteriore. (s.e)

    Fonte: http://it.eurosport.com/calcio/qualificazioni-mondiali-europa/2018/ventura-si-ventura-no-i-pro-e-i-contro-del-rinnovo-al-ct-della-nazionale_sto6283463/story.shtml