Senza alcun controllo. Kim replica a Trump: “Cancelleremo gli Usa dalla faccia della Terra”. Prova a mediare “cane pazzo” Mattis


Senza controllo. Fra Kim Jong Un e Donald Trump è una rincorsa a infuocare il clima, per ora esclusivamente a parole. “Cancelleremo dalla faccia delle Terra senza alcuna pietà i provocatori” afferma il presidente nordcoreano, secondo quanto riporta l’agenzia ufficiale di Pyongyang, Kcna, “gli Usa soffriranno una vergognosa sconfitta e un destino tragico e definitivo se persisteranno nelle loro avventure militari, nelle sanzioni e nelle pressioni” contro il regime.

Una risposta di Kim alla promessa di “fuoco” e di “reazione con una furia mai vista prima” da parte di Donald Trump. Parole su cui il presidente è tornato anche ieri. “Forse le mie parole finora non sono state abbastanza dure. La Corea del Nord deve stare attenta, o sarà nei guai come pochi Paesi sono mai stati prima”.

In questo contesto a provare a mediare è “cane pazzo” James Mattis. Il segretario alla Difesa avverte che una guerra sarebbe “catastrofica” e sottolinea che gli Usa sono impegnati per una soluzione dioplomatica. “Il nostro sforzo è condotto dalla diplomazia, sta raggiungendo risultati diplomatici e voglio restare in questa dinamica”, ha detto il capo del Pentagono.

Ieri le autorità nordcoreane avevano ribadito non solo la volontà di sferrare l’attacco contro Guam, isola avamposto territoriale e militare Usa nel mar delle Filippine, ma avevano anche anticipato come si stia “seriamente” valutando il lancio “contemporaneo” di 4 missili a raggio intermedio Hwasong-12 per intimidire gli asset di Marina e Aeronautica americane.

Intanto i mercati tremano, con le Borse europee tutte in calo e Wall Street che chiude la sua peggiore giornata dal 17 maggio. Anche la Borsa di Tokyo è scivolata ieri ai minimi degli ultimi due mesi e mezzo, con l’indice Nikkei che ha perso altri 8,97 punti.

Il piano di Pyongyang per colpire Guam è riassunto dal generale Kim Rak-gyom, a capo delle unità balistiche speciali dell’Esercito popolare di Corea, e prevede la sua completa definizione per metà agosto consegnando poi l’ordine di esecuzione nelle mani del leader Kim Jong-un. Il surreale dispaccio in inglese dell’agenzia Kcna fornisce una ricca e dettagliata serie di particolari: traccia la rotta dei missili che taglieranno i cieli delle prefetture giapponesi di Shimane, Hiroshima e Kochi per la traiettoria verso sud di “3.356,7 km in 1.065 secondi (quasi 18 minuti, ndr) prima di atterrare nei 30-40 km da Guam”. La mossa vuole “interdire le forze nemiche sulle maggiori basi militari di Guam e mandare l’avvertimento cruciale agli Stati Uniti”.

La reazione dei Paesi vicini non s’è fatta attendere: la Corea del Sud ha riunito il Consiglio sulla sicurezza nazionale, promesso una “forte e risoluta reazione” agli attacchi del Nord insieme agli alleati (Usa in testa) e richiesto di interrompere le provocazioni e di tornare al tavolo negoziale ritenendo che il dialogo sia ancora possibile a patto che il Nord cooperi. Il Giappone ha assicurato di poter intercettare e abbattere i missili che attraverseranno il suo spazio aereo nel viaggio verso Guam, ha detto in parlamento il ministro della Difesa Itsunori Onodera, appena rinominato. La mossa sarebbe un colpo alla forza di deterrenza degli Usa verso azioni ostili contro il Giappone, che, invece, potrebbe ricorrere al diritto di “autodifesa collettiva”, nell’interpretazione sposata dal parlamento pochi anni fa, mettendo in campo i sistemi antimissile Aegis.

Trump ha fatto il punto coi suoi collaboratori e il Pentagono ha riferito che “non c’è alcun segnale di attività imminenti da parte della Corea del Nord”. Anche se l’amministrazione Usa è divisa sul da farsi, tra chi sostiene la linea dura del presidente e chi predica maggiore prudenza, anche per lasciare aperto uno spiraglio alla soluzione diplomatica a cui si lavora dietro le quinte.

Guam, isola di 544 km quadrati e abitata da 162mila persone, dista circa 3.400 km da Pyongyang: ospita 7.000 militari, in gran parte di Marina e Aeronautica concentrati nella base Andersen, con il 36esimo stormo aereo rafforzato dai bombardieri strategici B-52 e B-1B, e dai sofisticati sistemi antimissile Thaad, finiti recente anche in Corea del Sud.

La Corea del Nord ha reagito con decisione alle nuove sanzioni decise dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu dopo i due lanci di vettori balistici intercontinentali dello scorso mese, di cui uno fatto il 4 luglio con l’uso di un Hwasong-14 nel giorno della festività americana dell’Independence Day. Gli Usa, ha riportato il Washington Post in base a fonti d’intelligence, ritengono che Pyongyang controlli il processo per la miniaturizzazione di una bomba atomica, passaggio cruciale per assurgere a potenza nucleare.

Secondo gli esperti, l’approccio minaccioso del Nord dovrebbe continuare a durare in vista delle manovre militari annuali alle quali Usa e Corea del Sud daranno vita a fine agosto, ma ritenute da Pyongyang come le prove di un attacco ai suoi danni.