Un rostro romano ritrovato sul fondo delle Egadi potrebbe riscrivere la storia della prima guerra punica

Il ritrovamento di un rostro romano su un fondale al largo dell’isola di Levanzo, nelle Egadi, potrebbe riscrivere la storia della prima guerra punica: la battaglia navale combattuta fra Roma e Cartagine nel 241 a.C. che ha cambiato le sorti del Mediterraneo.

Al suo interno c’è ancora la parte lignea della prua che lo sorreggeva. Una scoperta notevole, che consentirà di sapere finalmente qualcosa di più sulle navi da guerra romane, tuttora poco conosciute.

ha spiegato il Soprintendente del mare della Regione Sicilia, Sebastiano Tusa, al quotidiano La Stampa. La scoperta arriva dopo oltre dieci anni di spedizioni al largo della Egadi compiuti dalla Soprintendenza con il sostegno della Rpm Nautical Foundation finanziata dal mecenate americano George Rabb, interessato al celebre scontro navale del 10 marzo 241 a.C.

Studiando le fonti storiche, la dinamica dello scontro e la disposizione dei venti ero convinto che le navi romane e cartaginesi si fossero fronteggiate non a Cala Rossa di Favignana, come si credeva, ma nelle acque a Nord-Ovest di Levanzo.

Tusa sottolinea che “l’archeologia chiede di provare le teorie”. E le prove con il tempo arrivano. Dalla prima spedizione, risalente al 2004, la nave Hercules – 27 metri di acciaio e quattro eliche – ha infatti scandagliato chilometri di fondale siciliano riportando alla luce diversi rostri, sette elmi e centinaia di anfore. È l’ultimo ritrovamento, però, a segnare una svolta nella storia.

Il tassello del puzzle della storia si sposta da Favignana a Levanzo: la teoria è stata provata, i romani hanno combattuto qui contro la flotta cartaginese, sconfiggendola.

Un rostro di un’imbarcazione romana, dunque, che riemergendo dal mare siciliano sembra in grado di riscrivere la storia della prima guerra punica e dell’intero mare Nostrum.

L’obiettivo è quello di avvicinarci il più possibile alla verità – dice Tusa -. “Si può farne anche a meno? Bè, ma questo è il nostro lavoro”.