“Fuoco e furia” sono costati già mille miliardi di dollari alle Borse

I mercati azionari globali hanno perso quasi 1.000 miliardi di dollari da quando il presidente americano Donald Trump ha promesso una reazione con “il fuoco e una furia che il mondo non ha mai visto prima” in caso di iniziative concrete della Corea del Nord.

A poco sono serviti finora gli inviti di molte cancellerie internazionali alla prudenza. A Mosca e Berlino si è aggiunta oggi la Cina, con Xi Jinping che ha discusso con Donald Trump della crisi nordcoreana e lo ha esortato a “evitare retorica o azione tali da peggiorare le tensioni”. La Cina, ha confermato Xi, “è disposta a lavorare con il governo degli Stati Uniti per risolvere la questione”.


Da Pyongyang non arrivano parole rassicuranti. Il regime, tramite il quotidiano ufficiale Rodong Sinmun, continua a mostrare i muscoli e ha fatto sapere che circa 3,5 milioni di volontari hanno dato la propria disponibilità a combattere contro gli Stati Uniti nei tre giorni successivi al 7 agosto, quando Pyongyang ha annunciato dure rappresaglie per le nuove sanzioni decise dall’Onu in conseguenza degli ultimi test missilistici. La Corea del Nord ha una popolazione di circa 25 milioni di abitanti e il suo esercito, secondo gli esperti, conta fra 700mila e 1,3 milioni di membri. Trump ha criticato più volte la Cina accusandola di “non fare nulla” per risolvere la crisi nordcoreana, mentre Pyongyang non ha nascosto il suo malessere verso Pechino per avere appoggiato le sanzioni economiche contro il regime in Consiglio di sicurezza Onu.

Questo clima ha messo sotto pressione tutti gli indici azionari nel nuovo e nel vecchio Continente, in quella che è stata la peggiore settimana da novembre scorso. I venti di guerra hanno spostato il mercato in modalità “risk-off” e spinto gli investitori verso asset rifugio come lo Yen, il franco svizzero e l’oro. “I mercati, e soprattutto il mondo, desiderano un po’ di fortuna al momento e una soluzione pacifica al battibecco nordcoreano”, dice Jim Reid, strategist di Deutsche Bank.

Il Vix, l’indice della volatilità anche detto “della paura” ha raggiunto nel corso della settimana i massimi da quasi tre mesi, salvo poi ripiegare parzialmente nella giornata di ieri.

L’indice Hang Seng della Corea del Sud (-2,04%) ha incassato il passivo più pesante. In Europa tutti gli indici sono in flessione, ma particolarmente penalizzata è stata Piazza Affari – finora la migliore da inizio anno – che ha perso il 2,65% in una settimana. Il nervosismo emerge in maniera evidente anche dalle quotazioni del mercato obbligazionario, con gli investitori orientati su titoli “sicuri” come i Bund tedeschi. Ne ha risentito lo spread italiano che ieri era a quota 164 punti come non accadeva da metà luglio.

Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2017/08/12/fuoco-e-furia-sono-costati-gia-mille-miliardi-di-dollari-alle_a_23075504/?utm_hp_ref=it-homepage&ncid=fcbklnkithpmg00000001