Finale di Inception: finalmente Christoper Nolan parla del significato della trottola che gira

Come finisce realmente Inception? La trottola ripresa in primo piano nell’ultima scena del film campione di incassi e riconoscimenti del 2010 ha lasciato il pubblico in preda ad un dubbio, che ancora oggi non è stato completamente sciolto: “La trottola cadrà o no? Ci siamo domandati tutti dopo 148 minuti di trucchi, inganni ed estrazioni di sogni.

Durante un incontro con i laureandi dell’ Università di Princeton (New Jersey), il regista del film Christopher Nolan parla per la prima volta del significato profondo del finale del film, che nella pellicola viene interrotto bruscamente, e volontariamente, dal “nero cinematografico”. Da lui, certamente, non potevamo aspettarci un banale “era tutto un sogno” davanti ai microfoni.

Nel preambolo della sua spiegazione, la vena pragmatica di Nolan ci regala questa riflessione:

“Di solito nel corso di questo tipo di interventi, si usa sempre la frase “inseguite i vostri sogni”. Ma io non credo a questa frase, perciò vi dico “inseguite la realtà”. Con lo scorrere del tempo siamo stati abituati a considerare la realtà come un “cugino povero” dei sogni…Se ci pensate bene, i sogni o le realtà virtuali che ci circondano e ci fanno divertire, non sono altro che sottoinsiemi della realtà stessa”.

Secondo The Hollywood Reporter, nel corso della discussione il regista ha collegato il preambolo alla fine del film “Inception”:

“Nella parte finale del film, vediamo Cobb, il personaggio interpretato da Leonardo DiCaprio, riabbracciare i suoi figli. Questo, perlomeno, accade nella sua realtà soggettiva. Non gliene importa più di nulla, e questo ci fa capire una cosa: forse, tutti i livelli di realtà sono validi. La telecamera inquadra la trottola un attimo prima di vacillare, poi appare il nero”.

La considerazione del regista suscita una certa sorpresa da parte del pubblico, ma Nolan tiene a precisare ai ragazzi che lo stanno ascoltando che, in fondo, il ragionamento può valere nella vita in termini assoluti:

“L’azione stessa di guardare, anche quello rappresenta una sorta di “finzione”, ci cala in una sorta di realtà virtuale. La domanda se queste azioni rappresentino la realtà dei sogni oppure quella oggettiva è quella che sento più spesso a proposito dei miei film. Le persone si interessano sempre a questo dilemma: cosa sia o non sia la realtà. E io vi dico: “la realtà è l’unica cosa che conta”.

Quello di Nolan è un punto di vista stimolante e provocatorio, ma probabilmente non così chiaro come alcuni vorrebbero davvero. Anche il creatore dei Sopranos, David Chase, dopo la decisione di adottare la tecnica cinematografica del “nero” per tagliare la scena finale del film, è bersaglio giornaliero di domande di questo tipo. Alle richieste insistenti, Chase risponde sempre così:

“La bellezza sta proprio nell’ambiguità e nella mancanza netta di chiusura”.