Frank Chamizo: “Voglio vincere tutto! Il bronzo di Rio fa ancora male”

Dal 21 al 26 agosto i Mondiali di Parigi saranno l’evento clou per la lotta ed il nostro Frank Chamizo, animato da grande consapevolezza nei propri mezzi e desideroso di concedere il bis dopo Las Vegas, è pronto ad entrare nella storia italiana vincendo due rassegne iridate in due categorie diverse.

Mi sto preparando benissimo. Li affronto carico come al solito, non vedo l’ora che arrivi il giorno del combattimento. Dalla sconfitta dei Giochi Olimpici mi sto arrampicando perchè voglio vincere tutto. Io ancora ci sto male per quel podio – ammette l’italocubano intervistato dalla Gazzetta dello Sport – Mi ci vorrà tutto il cammino fino a Tokyo 2020 per smettere di starci male. Però magari arrivo lì, spero di no faccio gli scongiuri (sorride), e magari va male un’altra volta. Che faccio? Mica mi posso ammazzare. Allora ci provo con tranquillità”.

Negli ultimi due anni sono cambiato moltissimo – sottolinea il bronzo a Cinque Cerchi – Sono passato da un momento in cui mi dicevano: Frank sei il numero uno non ti batte nessuno. Con l’Olimpiade sono sceso un po’ a terra, sono passato a un altro punto di vista, sono cambiato psicologicamente. Mi dicono: “hai vinto tutto ma l’Olimpiade no”. Va bene è una carica in più per andare avanti. Magari se vincevo subito ai Giochi mi sedevo e avevo già tutto. Sto cercando di prendere da quella sconfitta il lato positivo”.

Un nuovo allenatore per Chamizo, il russo Gaydar Gaydarov che lo ha portato subito ad ottenere l’oro europeo nei 70 kg, la nuova categoria, e Frank ne evidenzia le qualità: “Con il nuovo allenatore ci sono stimoli diversi, punti di vista a cui non ero abituato. Però il grosso non cambia, è un allenatore bravo, quello di prima ancora più bravo, sono due culture completamente diverse ma ci si abitua a tutto”.

Uno Chamizo che vive bene il fatto di essere la punta di diamante della squadra italiana: Mi piace essere una figura di riferimento per i giovani che quando mi vedono dicono: “Frank voglio diventare come te”, per me questo è il top.

Sul passaggio ai 70 kg e le differenze nel combattere in questa nuova categoria l’italocubano precisa: “Adesso mi muovo un pochino più lento, perchè sono più grosso però sono molto preciso. Porto un’azione con sicurezza. E poi non faccio la fame. Il mio peso forma è 75 kg scendere a 65 era diventato allucinante”.

E su come convincere un bambino a imitarlo in Italia, l’idea di Frank è molto chiara: “Uno schiaffo e vai a lottare (sorride). No, non c’è modo di convincere nessuno, la devi sentire. Quel che è piaciuto a me sono state le acrobazie, non la lotta in sé. Però è uno sport che ti insegna tanto“.