Paltrinieri pensa già a Tokyo 2020: test alle Universiadi nella 10km di fondo

Ci sono atleti che non si accontentano mai, sempre affamati di successo e di novità, che vedono nel traguardo ancora da raggiungere il prossimo obiettivo da centrare. Una fame inesauribile, benzina nel proprio motore, per spingere un centimetro in più in allenamento, attendendo risposte ottimali dal proprio fisico. Una razza in via d’estinzione sul suolo italico, realtà ormai afflitta dall’accettazione della precarietà, condizione immutabile di un fato poco propizio. In un contesto dove è più facile vedere sempre nero, Gregorio Paltrinieri è una delle poche luci dello sport italiano, campione del mondo per la seconda volta consecutiva nei 1500 stile libero, imbattuto sulla distanza – a livello internazionale – da tre stagioni e desideroso di far sue altre gare.

Dopo aver vinto praticamente tutto nel passato quadriennio olimpico, culminato nella medaglia d’oro ai Giochi di Rio 2016, Gregorio è ripartito fortissimo confermandosi nella vasca della Duna Arena di Budapest ma, non contento, ha un altro grande sogno, essere competitivo in mare e cimentarsi nel fondo. L’aspirazione di Greg è infatti quella di arrivare alle prossime Olimpiadi Tokyo 2020 e gareggiare sia in piscina che nelle acque libere con l’obiettivo di centrare il bersaglio grosso in entrambe le specialità.

Un traguardo ambizioso quello del carpigiano, amante del competere in mare e nato agonisticamente in questa particolare disciplina. La sua nuotata e la sua voglia di divertirsi, coprendo grandi distanze e mettendosi alla prova con se stesso, sono la molla che spinge l’azzurro a tentare questa carta. Un banco di prova importante, pertanto, saranno le prossime Universiadi (19-30 agosto) dove l’oro iridato dei 1500 sl si cimenterà anche nella 10km di fondo e lì avrà un riscontro delle proprie possibilità.

In verità, a marzo, la prima era stata ad Eilat (Israele) dove il 22enne italiano giunse quarto in Coppa Len. Un primo assaggio cauto, fatto poco prima degli Assoluti di Riccione, e non certo finalizzando la preparazione. Va da sé che il test in Cina Taipei, sede delle citate Universiadi, saprà dare indicazioni più precise sia all’atleta che all’entourage che lo segue.

Sotto il profilo tecnico ci sono tutti i presupposti per vedere un Paltrinieri capace di fare la differenza. ma il rischio è quello di andare oltre il limite ed avere delle ricadute negative nelle distanze che, al momento, offrono garanzie. Ma Greg è fatto così. L’esperienza in Australia, del prossimo semestre, rientra proprio in questa visione di insieme. Il 27 agosto dunque saremo tutti attenti a quel che GregOro saprà fare nelle acque orientali prendendo nota dei passaggi e proiettandoci a quel che sarà.