“Su Marte c’è l’acqua, anche in zone dove mai avremmo pensato di poterla trovare”

C’è vita su Marte? È ancora presto per affermarlo o per negarlo definitivamente, ma di certo l’ultima scoperta della sonda NASA che orbitava intorno al Pianeta Rosso ha rivelato qualcosa difficile da credere anche per gli scienziati dell’agenzia. Secondo i dati registrati da Ulysses, infatti, la superficie di Marte nasconde dell’acqua ghiacciata anche dove era previsto che non ci fosse.
Un team guidato dal ricercatore Jack Wilson della Johns Hopkins University ha riesaminato delle misurazioni precedentemente immagazzinate dallo spettrometro di neutroni montato sulla sonda, che ha certificato la presenza di idrogeno vicino alla superficie del pianeta.

Del resto, uno dei primi obiettivi della spedizione di Ulysses era proprio quello di trovare acqua sul Pianeta Rosso e già nel 2002 ne registrò l’esistenza di idrogeno, ma la lettura che ne venne data confinava la presenza solo nelle zone polari.

Gli astronomi, infatti, erano convinti che all’Equatore di Marte il ghiaccio non potesse resistere per lunghi periodi “nascosto” sotto il suolo, poiché le condizioni termiche suggerivano che dovesse sublimarsi nell’atmosfera.

Ma grazie a una ricostruzione bayesiana che ha ripreso in mano i vecchi dati, il gruppo di ricerca ha accertato l’esistenza di bacini idrici mai trovati prima, anche a latitudini vicine a quelle equatoriali. “Prima sapevano solo che su Marte era presente del ghiaccio nella zona polare, ora abbiamo visto che delle riserve sono presenti anche vicino l’Equatore” spiega il dottor Wilson.

Com’è possibile? La prossima sfida degli scienziati sarà capirlo. Secondo il team che ha effettuato la scoperta, un’ipotesi potrebbe essere quella che in passato il Pianeta Rosso ruotasse intorno a un asse decisamente più inclinato di quello attuale, magari intorno ai 20 gradi.

Un’altra valida spiegazione potrebbe essere che il suolo marziano ha delle proprietà adatte affinché l’acqua sia sepolta senza subire un processo di sublimazione. Quel che è certo è che gli scienziati intendono arrivare a una risposta e un giorno permettere all’uomo di raggiungere il pianeta tanto agognato.