Cani ‘antistress’ agli esami universitari: dopo Yale e Harvard, anche Teramo

“Prof, posso prendere il cane in braccio che così va via l’ansia?”.

Succede all’Università di Teramo, il primo ateneo in Italia ad applicare un progetto di pet therapy per gli studenti. Così, dopo Yale e Harvard, arrivano anche nelle nostre facoltà i cani anti stress per aiutare gli studenti a scaricare la tensione e ad affrontare al meglio gli esami.

La prima sperimentazione è partita a febbraio ed è durata fino alla sessione estiva. Tutto è nato da un progetto di tesi di Gabriele Antonelli, 24 anni, neo laureato in Tutela e Benessere degli animali. “Mi sono ispirato agli studi sulla riduzione del livello di stress nei luoghi di lavoro con cani e gatti. Ho pensato che per noi studenti non c’è niente di più ansiogeno degli esami, così ho provato ad applicarla alla mia facoltà”. E ha funzionato.

Con libri e appunti in una mano e l’altra a giocherellare con il manto dell’amico a quattro zampe, si sono presentati davanti alla cattedra 120 studenti delle facoltà di Veterinaria, Scienze politiche, Giurisprudenza e Biotecnologie. E in molti hanno riferito di avere ottenuto benefici. “Più sicuri nel sostenere l’esame” e “più sereni”, dicono. Con una significativa riduzione dell’ansia ogni volta che accarezzavano un Jack Russel, un Chihuahua o un Golden Retriever. E anche il rendimento è migliorato. “Prima dell’incontro con il cane, i ragazzi avevano un livello d’ansia intorno al 76%, dopo l’interazione con l’animale la media era scesa al 28%”, spiega Antonelli.

Sorride anche Valerio Patti, studente di Biotecnologie, che si è presentato all’esame di immunologia con un Chihuahua al seguito: “Distogliere lo stress attraverso l’interazione con un animale funziona. Il cane non è un elemento di distrazione ma un’applicazione vantaggiosa che elimina l’ansia con un gesto semplice come quello di una carezza”. Così, ad ogni appello, oltre ai ragazzi, sono stati convocati anche i cani che per tutta la durata dell’esame si sono lasciati accarezzare dagli studenti. Promossi? “A pieni voti”, assicura Antonelli. “Non hanno mostrato segnali di stress e sono stati contenti di andare in Università a prendersi un po’ di coccole”.

Come i cani vedono la realtà
Soddisfatti anche i docenti, che hanno riscontrato un ambiente più gioioso durante gli appelli in cui erano presenti i cani e hanno notato un maggiore dialogo anche tra gli altri colleghi e gli studenti. “La presenza di Juan, Ciacia e Zoe ha aiutato a rompere la barriera tra alunni e professori, e gli effetti sono stati positivi per entrambe le parti”, dice Antonelli, che in futuro non esclude la possibilità di coinvolgere anche gatti, conigli, pesci, uccelli e tartarughe.

Ma per estendere la sperimentazione servono fondi, che al momento, dice, “non ci sono”. Un progetto a costo zero quello di Antonelli, perché i cani coinvolti sono tutti di proprietà. “Sono stati messi a disposizione da alcuni volontari. Noi, poi, abbiamo scelto quelli più idonei dal punto di vista sanitario e comportamentale”.