Attacco Barcellona, continua la caccia al terrorista in fuga. Blitz a Ripoll e Manlleu, controlli anche in Francia

I Mossos d’Esquadra, la polizia catalana che sta conducendo le indagini sull’attentato di Barcellona, oggi all’alba hanno condotto dei blitz a Ripoll, la cittadina vicina a Girona da dove provengono gran parte dei componenti della cellula terroristica responsabile dell’attacco, e Manlleu, altro centro catalano vicino a Barcellona. Le operazioni rientrano nella caccia che si sta dando a Younes Abouyaaqoub, il giovane marocchino che si ritiene possa essere stato alla guida del furgoncino che ha seminato terrore e morte giovedì pomeriggio sulla Rambla.
Secondo quanto riferisce El Pais, la polizia catalana sta effettuando controlli anche alla frontiera con la Francia a La Jonquera, sempre nell’ambito della caccia al giovane Abouyaaqoub.

Gli inquirenti stanno lavorando sull’ipotesi che a formare il commando che si è reso protagonista dell’attacco a Barcellona fossero 12 persone, di cui una ancora in fuga. Allo stesso tempo, invece, non sono state date conferme sul numero di persone morte nell’esplosione dell’appartamento di Alcanar di mercoledì. “Potrebbero essere uno, due o tre”, ha spiegato Albert Oliva, portavoce dei Mossos.

I Mossos non escludono, poi, che l’auto che giovedì scorso ha saltato un posto di blocco sulla Diagonal di Barcellona, e in cui è stato trovato il cadavere di un uomo pugnalato, sia legata agli attentati in Catalogna, nonostante le indagini stiano proseguendo in modo separato. Secondo quanto si apprende, gli inquirenti mantengono parallele le indagini sugli attacchi di Barcellona e Cambrils e quelle sulla Ford focus che il 17 agosto ha saltato un posto di blocco sulla Diagonal e, dopo essere stata colpita da proiettili, è stata abbandonata a tre chilometri di distanza, all’altezza di Sant Just Desvern. All’interno del mezzo, gli agenti hanno trovato sui sedili posteriori il cadavere del cooperante spagnolo di 34 anni e residente a Vilafranca del Penedès. In un primo momento, gli agenti hanno ipotizzato che l’uomo potesse essere morto per gli spari ma l’autopsia ha confermato la morte per ferite da coltello. Secondo gli inquirenti quindi l’auto era guidata da una seconda persona che dopo aver abbandonato il veicolo si è data alla fuga. I sospetti ora si stanno concentrando sul fatto che il cooperante sia stato ucciso da uno dei terroristi, ma i Mossos hanno comunque separato le indagini.