Da 0 a 10, il Pagellone della prima giornata di Serie A

Dalla prima volta della VAR fino alla riscossa di Milan e Inter, affidata a due bomber molto diversi tra di loro come Cutrone e Icardi: senza dimenticarsi del duello a distanza tra Juventus e Napoli, ma anche del nuovo acquisto che ha avuto il miglior impatto nella prima giornata, il sorprendente Kolarov.

Voto 10… Alla prima volta della VAR

È bastato attendere qualche ora per capire che le polemiche non evaporeranno con l’avvento della tecnologia applicata al calcio. Ma, quanto meno, possiamo applaudire un debutto tanto atteso quanto temuto. La VAR, applicata per la prima volta nella storia del calcio italiano dall’arbitro FabioMaresca in Juventus-Cagliari. Una decisione che ha permesso agli isolani di usufruire di un rigore che, altrimenti, non avrebbero mai ottenuto. E, questo, è già qualcosa di estremamente positivo. Tutto il resto (ovvero la dietrologia sul presunto mani di Paulo Dybala) testimonia quanto lo strumento sia ancora perfettibile, ma anche come la nostra cultura sportiva sia decisamente inferiore alla nostra cultura del sospetto. Pazienza.

Voto 9… A Cutrone e Icardi, diversamente bomber

Il milanista ha il volto sorpreso delle prime volte, l’interista la tranquillità del grande giocatore che fiuta l’inizio di una buona annata. Cutrone è divenuto il secondo classe 1998 a segnare un gol e servire un assist in questa stagione nei cinque maggiori campionati dopo il fenomeno Pulisic del Borussia Dortmund. Icardi è ripartito con una doppietta che ha schiantato la Fiorentina, salendo a 80 reti in nerazzurro ed entrando in 101 reti dal suo arrivo a Milano. Il risultato? I 3-0 con cui Milan e Inter hanno schiantato rispettivamente Crotone e Fiorentina sembrano la prova della riscossa meneghina. Ed è bello che ad alimentarla – almeno in questa prima giornata – siano due bomber così diversi tra loro. Il meglio deve ancora venire, no?

Voto 8… A Quagliarella e Birsa, quelli di provincia

Loro sì che hanno già superato i trenta. Ma, almeno per ora, non vogliono saperne di fermarsi. L’attaccante blucerchiato ha spento gli ardori di un Benevento lanciato dallo splendido Ciciretti con una doppietta che lo porta a quota 110 gol in Serie A, terzo marcatore in attività dopo Alberto Gilardino e Antonio Cassano (al momento senza squadra). Birsa, invece, ha messo la ciliegina sulla torta nel successo del Chievo a Udine, firmando il gol numero 600 dei mussi volanti in massima divisione. Una splendida intuizione, proprio al cospetto di Gigi Delneri. Mai sottovalutare le vecchie volpi del nostro campionato.

Voto 7… All’inizio del “re-match” Juventus-Napoli

Rieccole, ancora una volta contro. La sfida da cui è dipesa una buona fetta dello scudetto nelle ultime tre stagioni (anche se l’anno scorso arrivò seconda la Roma) è scattata già nella giornata di sabato. La Juventus è ripartita con tre schiaffi al Cagliari, il Napoli ha risposto con un altro tris calato al Bentegodi. Se la sensazione è che la lotta scudetto sarà ancora affar loro, è innegabile sottolineare come le due big per antonomasia non si siano presentate al via con tangibili miglioramenti dopo la pausa estiva. Poco brillanti i bianconeri, soliti vuoti per gli azzurri. Per le scintille c’è tempo.

Voto 6… Al ritorno di Kolarov

Veni, vidi, vici. Si è ripresentato in Italia e – esattamente come dieci fa con la maglia della Lazio – ha segnato al debutto da titolare. Allora, fu un sinistro pazzesco da 30 metri che fulminò Campagnolo a Reggio Calabria. Adesso, è stata una punizione di pura astuzia decisiva nel primo successo della nuova Roma a Bergamo. L’unico nuovo acquisto ad essere andato a segno nella prima giornata insieme a Kessié, ma con una rete decisamente più pesante rispetto al milanista. Il meglio della prima edizione di Di Francesco è tutto qui. Per il resto, è ancora un cantiere aperto.

Voto 5… Allo sfortunato ritorno di Pioli a San Siro

Destino ingrato per uno dei protagonisti della scorsa stagione interista. Stefano Pioli è ripartito da Firenze, ma alla prima è stato costretto a tornare sul luogo del delitto, per giunta al cospetto di una formazione vogliosa di mettere in mostra i passi in avanti compiuti dall’arrivo di Luciano Spalletti. Come era preventivabile, tutte le difficoltà di una Viola uscita pesantemente cambiata dal mercato estivo (che, guarda caso, ha portato Borja Valero e Vecino proprio in nerazzurro) sono emerse in un primo quarto d’ora da brividi. 2-0 per l’Inter e gara in ghiaccio. Sconfitta dolorosa all’esordio con la Fiorentina per Pioli, che ritorna in Toscana con l’assoluzione giunta dalla Curva Nord. Se l’anno scorso è andato tutto a rotoli, non è di certo stata colpa sua.

Voto 4… Alla Lazio che ritorna sulla terra

Una settimana dopo, cambia l’avversario e con esso anche il risultato all’Olimpico. Se domenica scorsa i biancocelesti avevano acceso le fantasie dei propri tifosi battendo 3-2 la Juventus in Supercoppa Italiana, questa volta le hanno spente con uno scialbo 0-0 al cospetto di una SPAL tornata in A dopo 49 anni. Qual è la vera Lazio? Nel giusto mezzo. Una formazione destinata a mettere in difficoltà le big del nostro campionato grazie alle tattiche argute di Simone Inzaghi, ma anche una squadra destinata a faticare tremendamente quando sarà chiamata a fare gioco (specie in assenza di Lucas Leiva e Felipe Anderson, come accaduto nel debutto in campionato). Da 8 pieno, invece, il debutto dei ragazzi di Semplici. Quanto scommettete che quest’anno a Ferrara si divertiranno parecchio?

Voto 3… Ai legni di Biraschi e Ilicic

Per carità, non si chiedeva certo a un difensore (per giunta se arrivato alla 79esima presenza da professionista senza aver segnato un gol) di svegliare i tifosi del Mapei Stadium con un gol decisivo. Ma, da qui a pensare che si possano commettere errori come quello di Biraschi in Sassuolo-Genoa, ne passa. La traversa colpita da un passo in Sassuolo-Genoa 0-0 assomiglia non poco al palo centrato da Ilicic in Atalanta-Roma 0-1. Errori tanto clamorosi quanto pesanti. Un’attenuante? Siamo solo a inizio stagione, avranno tempo per rifarsi…

Voto 2… Alla papera di Mirante e alle polemiche di Bologna

Il Bologna sembrava sul punto di potersi scrollare di dosso un pre-campionato disastroso, lanciato dalla splendida rete di Federico Di Francesco. Ma, a rimettere in partita il Torino, ci ha pensato non soltanto Adem Ljajic. Anche Antonio Mirante, estremo difensore rossoblù, ci ha messo del suo con un erroraccio che ha spianato la strada al pareggio definitivo del serbo. Una topica clamorosa. Almeno quanto è fuori luogo la polemica finale del Torino per il mancato utilizzo della VAR da parte dell’arbitro. Sulle situazioni di fuorigioco non si applica. Certo, la terna ha sbagliato la chiamata, ma meglio evitare di chiedere alla tecnologia ciò che per regolamento non ci potrà offrire.

Voto 1… Alla vicenda Pecchia-Pazzini

Ma come? Torni in Serie A, giochi il sabato sera contro il Napoli e lasci fuori il tuo giocatore migliore? Se lo sono chiesti in tanti, a partire dal diretto interessato. Che, alla fine, ha dimostrato lo scarso gradimento per la scelta dell’allenatore Fabio Pecchia con un’esultanza ben oltre il rabbioso. Difficile debutto in A per il tecnico dell’Hellas Verona, ripagato con tre schiaffoni ricevuti dai partenopei e con il primo caso stagionale suscitato da Giampaolo Pazzini. E dire che, con una rosa simile, dovrebbe stare ben attento agli equilibri dello spogliatoio. Con la qualità ridotta all’osso che si ritrova, sarebbe meglio evitare di disperdere energie in sterili polemiche e andare per il sodo.

Voto 0… Al debutto di Cellino a Brescia

Permetteteci la divagazione, ma si tratta di materia importante dato il rilievo della piazza in questione e dei personaggi coinvolti. In fondo al primo pagellone dell’anno finisce l’esordio di Massimo Cellino come proprietario del Brescia e, soprattutto, il suo omaggio a Tommaso Ghirardi, con il quale si è fatto vedere in pubblico. Lungi da noi voler giudicare il rapporto di amicizia che intercorre tra i due, lasciateci almeno storcere il naso per il giudizio di Cellino sul lavoro del collega. “A Parma ha fatto grandi cose – ha detto dell’ex numero uno crociato il neo presidente del Brescia – e si è giocato molto. Ce ne fossero di persone e di dirigenti come lui. Trovo incredibile che lo contestino”. Giudizio sul quale in molti avrebbero da dissentire. Specie se, come suggerisce Cellino, si dovrebbe ringraziare Ghirardi, radiato dalla Corte d’Appello federale per il fallimento del Parma. Prima di ringraziare lui, decidiamo di inizare la stagione rendendo omaggio alle tante persone che hanno lavorato dietro le quinte per mesi senza ricevere un quattrino. E che, fra qualche giorno, vivranno in prima fila il ritorno del Parma in Serie B.