Donald Trump va a Phoenix, timori per scontri e proteste “a casa McCain”

Donald Trump torna per la seconda sera di fila a parlare agli Stati Uniti. Questa volta sarà a Phoenix, in Arizona, per un discorso davanti ai suoi sostenitori. Si temono però scontri e proteste, soprattutto dopo quanto successo a Charlottesville e per le parole del presidente americano, che non hanno condannato in modo univoco i razzisti e i suprematisti bianchi. Trump parlerà dallo Stato di John McCain e Jeff Flake, i due senatori repubblicani che più hanno criticato il presidente. Proprio McCain aveva votato contro la bozza di legge per eliminare l’Obamacare e sostituirlo con una nuova riforma sostenuta dalla Casa Bianca.
Ma proprio in Arizona si temono tensioni. Lo stesso sindaco della città – Greg Stanton – ha accolto male la scelta di Trump, sostenendo che sia un errore fare un comizio in mezzo ai propri elettori in un momento di forte divisione interna del paese. Altri politici repubblicani hanno chiesto a Trump di usare questo discorso per cercare di unire il paese, anche se ci si attende una manifestazione molto politica e schierata. Anche il governatore dello Stato, Il repubblicano Doug Ducey, questa sera non sarà al Phoenix convention center, il palazzetto dove Trump parlerà.

Mancherà anche l’ex sceriffo di Phoenix Joe Arpaio, fervente sostenitore di Donald Trump durante la campagna elettorale e di recente condannato per aver violato la legge con le sue pattuglie che prendevano di mira gli immigranti. “Non perchP non voglio esserci ma perché non sono stato invitato”, ha detto Arpaio. Non è chiaro se Trump annuncerà effettivamente la grazia, intanto sono state diverse le critiche verso tale possibile decisione ritenuta potenzialmente incendiaria date le tensioni dopo i fatti di Charlottesville. L’attenzione è infatti alta per possibili proteste questa sera a Phoenix.