Barcellona, scoperto secondo covo: c’erano scontrini di 500 litri acetone. “Preparavano attacchi a chiese”

La cellula utilizzava una masseria a 15 chilometri da Cambrils. All’interno la polizia ha trovato anche chiodi destinati a essere usati come schegge, pulsanti per avviare esplosioni, e documenti parzialmente bruciati di due componenti, ora morti: Mohamed Hichamy e Younes Abouyaaqoub. Isis diffonde video: due jihadisti esortano a nuovi attacchi esprimendosi in spagnolo

BARCELLONA – La cellula terroristica che ha colpito a Barcellona e a Cambrils utilizzava un secondo covo come base operativa, una ‘masia’, masseria a Riudecanyes, in provincia di Tarragona, 15 chilometri a ovest di Cambrils. Lo ha rivelato il giudice titolare dell’inchiesta, Fernando Andreu. In questo secondo covo, tra i resti di un falò, la polizia ha trovato documenti parzialmente bruciati di due componenti della cellula, ora morti: Mohamed Hichamy e Younes Abouyaaqoub. Intanto, Site segnala la diffusione di un video dell’Isis in cui due jihadisti, esprimendosi in spagnolo, esaltano la cellula responsabile degli attentati in Catalogna ed esortano a compiere nuovi attacchi. Il filmato sarebbe stato diffuso dalla “provincia” siriana dell’Isis nella regione di Dayr az Zor.

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Nell’immobile sono state trovate prove dell’acquisto di “un’ingente quantità di acetone, al momento si è a conoscenza di 500 litri” abbastanza per 7 giubbotti esplosivi, oltre a “15 federe da cuscino e lacci che, molto probabilmente, dovevano servire a impacchettare gli ordigni esplosivi, pronti per essere utilizzati”.

E tracce di acetone – emerge ancora dalle indagini – sono state trovate anche nella casa esplosa ad Alcanar, dove i membri della cellula terroristica custodivano anche un centinaio di bombole di butano, acetone, acqua ossigenata, bicarbonato, grandi quantità di chiodi destinati a essere usati come schegge e pulsanti per avviare esplosioni.

Un richiamo al personale delle forze di polizia perché “porti con sé l’arma di ordinanza anche fuori dal servizio” è stato espresso nel Casa, il Comitato di analisi stratetica antiterrorismo, convocato il giorno dopo l’attentato di Barcellona: “Un intervento tempestivo potrebbe contribuire alla limitazione del danno” si legge nel testo
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Gli indizi fanno pensare che i terroristi stessero producendo perossido di acetone, meglio noto come TATP, solitamente usato dal sedicente Stato islamico per compiere attentati, tra cui quelli di Parigi e Bruxelles.

Secondo quanto dichiarato alla polizia catalana da Mohammed Houli Chemlal, uno dei quattro arrestati della cellula terroristica rimasto ferito nell’esplosione accidentale di Alcanar, i terroristi stavano aspettando che gli esplosivi preparati nella casa di Alcanar seccassero, poi li avrebbero trasportarli su furgoni da far esplodere in varie chiese, tra cui la Sagrada Familia. Chemlal ha già parlato ieri ai giudici di Madrid.

Intanto Barcellona mantiene il livello di allerta terrorismo a 4 su 5, e aumenta però la sicurezza nei punti sensibili. La presenza della polizia sarà rafforzata nei punti di maggior affluenza di persone della città, quindi nelle attrazioni turistiche, nelle stazioni e nei grandi eventi artistici e sportivi, oltre che all’aeroporto di El Prat. Il quotidiano La Vanguardia cita il consigliere dell’Interno, Joaquim Forn: saranno collocati ostacoli mobili per impedire l’accesso ai veicoli nei luoghi molto frequentati, senza che per ora vengano installate barriere fisse. Ciò in attesa di ulteriori valutazioni, perché secondo il quotidiano sarà realizzato uno studio per stabilire misure permanenti, come la pedonalizzazione di vie, l’installazione di ostacoli permanenti e la realizzazione di interventi urbanistici specifici.

L’aereo con a bordo Marta Scomazzon, ferita nell’attentato alla Rambla, è partito da Barcellona diretto in Italia. Tornando oggi, la giovane potrà assistere ai funerali del suo fidanzato, Luca Russo, morto nell’attentato.

Fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2017/08/23/news/barcellona_secondo_covo_cellula-173699004/