A Nizza il Napoli ha confermato di essere davvero grande, ora può sbloccarsi il mercato?

All’Allianz Riviera la squadra di Sarri ha confermato la parabola ascendente iniziata nelle ultime due stagioni: una crescita costante, di gioco e di personalità, unita ad una consapevolezza sempre maggiore dei propri mezzi. Ora dal mercato potrebbe arrivare Zinchenko, ma perché non pensare a qualche grande colpo?

Meglio di così, non era possibile. Anche a Nizza, nonostante l’eliminazione, si tolgono il cappello. Chapeau al Napoli, bello da vedere, convincente e vincente, non sempre un’equazione scontata. I gironi di Champions League in realtà durante questa doppia sfida non sono mai stati in dubbio: troppo netta la superiorità degli azzurri di Sarri, troppo margine per anche solo pensare in un upset. In qualche modo, la sfida è valsa una buona parte della stagione: il primo obiettivo minimo è raggiunto, ma ora la guardia non va calata.

I consensi per la squadra di Sarri sono stati giustamente trasversali: non era facile superare così l’accoppiamento onestamente più complesso che l’urna di Nyon potesse riservare agli azzurri. Ebbene, con il gioco – sempre più fluido e spettacolare – con i nervi saldi e soprattutto con una solidità sorprendente, il Napoli ha messo all’angolo il Nizza ed ha confermato di essere una formazione che, con Sarri al timone, migliora di stagione in stagione. Lo raccontano le statistiche ma anche i segnali: per la prima volta nella storia del club, il Napoli approda per due stagioni consecutive alla fase a gironi di Champions League, e lo fa grazie ad una prova intrisa di grande personalità.

I segnali di una crescita costante vanno colti, dicevamo. E parlano di una consapevolezza sempre maggiore tra gli interpreti, di meccanismi sempre più oliati, e anche di una compattezza difensiva sorprendente: per il Napoli, questo Napoli, non era semplice uscire dall’Allianz Riviera con la porta intonsa, eppure i rischi corsi da Pepe Reina non sono nemmeno stati tanti. Bellezza abbagliante, dominio dell’avversario, possesso avvolgente e mai fine a se stesso, tante cose belle con un asterisco, il solito: come è accaduto altre volte, il Napoli pecca di cinismo, manca l’attitudine a chiudere le partite e le qualificazioni il prima possibile. Ieri, al termine di un primo tempo di dominio incontrastato con diverse occasioni non tradotte in esultanza, il risultato era ancora di zero a zero prima che fosse Callejon (63esimo gol con la maglia del Napoli in 4 anni) al 48’ a girare l’inerzia. Va ancora coltivato quel killer instinct che consentirebbe al Napoli di specchiarsi un po’ meno e di archiviare le pratiche con meno fatica.

Dopo due stagioni in crescita costante, ora la macchina perfetta di Sarri è attesa al definitivo salto di qualità: due volte il record di punti, due volte la qualificazione in Champions, una macchina da gol che non pare essersi inceppata. E, nonostante il mercato non abbia finora portato in dote grandi sconvolgimenti (confermando e dando le chiavi della squadra in mano a Mertens ed Insigne), la parabola ascendente non si è placata: con la stessa squadra, con lo stesso gioco, il Napoli fa molta paura alla Juventus e a tutte le altre contendenti entro il confine nazionale.

Non è però escluso che, a preliminare superato, il Napoli non possa ancora inserire qualche colpo di mercato nel motore: il superamento del turno garantisce agli azzurri un’entrata di cassa di 22,9 milioni, derivanti dal bonus per il superamento del playoff, dal bonus per l’accesso alla fase a gironi (12,7 milioni nel 2016/17) e dalla prima parte del market pool (55 milioni da dividersi tra le squadre). A qualificazione avvenuta, il Napoli ora proverà l’assalto ad Oleksandr Zinchenko, ucraino classe 1996 di proprietà del Manchester City: un talento interessante, da sgrezzare, che consentirebbe a Sarri di far rifiatare con continuità i titolari. Perchè, in questo momento, migliorare l’undici iniziale non è facile (in difesa ed in porta ci sarebbe margine per farlo però), perciò aumentare le scelte e la qualità della panchina può anche essere una via da non sottovalutare. Però, visto il livello di competitività raggiunto e considerato il tesoretto ricevuto, perché non pensare ad un colpo vero?