Passione che brucia il ghiaccio: la favola dell’IT-79, campione di Groenlandia per la prima volta

Giocano il campionato più breve e freddo al mondo, indossano le casacche viola e nella spettacolare finale di Qeqertarsuaq, sotto il “Grand Canyon del circolo polare artico”, hanno sconfitto ai rigori gli invincibili rivali del B-67 nel derby della capitale Nuuk. “Ho neutralizzato quel penalty e il cuore ha iniziato a battermi a mille”, ha raccontato a Eurosport il portiere Malik Mikaelsen.

Una passione che incendia tutto il ghiaccio che circonda il calcio in Groenlandia. Talmente forte da abbattere l’egemonia del club campione negli ultimi cinque anni, il Boldklubben af 1967 Nuuk (o, più semplicemente, B-67), apparentemente destinato ad allungare la propria striscia di successi, un po’ come la Juve in Italia, a cui viene spesso associato. Ebbene, è con queste premesse che l’Inuit Timersoqatigiiffiat-79, che in lingua groenlandese significa, semplicemente, “Il club delle nostre origini (Inuit, ndr)”, ha ottenuto il suo primo titolo della storia.

La Groenlandia del calcio e il progetto di affiliazione FIFA

Al circolo polare artico, nell’immensa vastità della Groenlandia, abitabile solo nel suo 20% di territorio, il calcio ha deciso di crescere. E aspettiamoci, nei prossimi anni, l’affiliazione alla Fifa. Ci siamo quasi: Danimarca e Groenlandia hanno deciso di fare la pace proprio utilizzando il calcio come vettore. E’ stata infatti la federcalcio danese ad aiutare quella groenlandese a crescere, investendo nella costruzione di campi in erba sintetica lungo tutte le cittadine della costa ghiacciata. Proprio come quello in cui si è giocata, per la prima volta, la finale nazionale di quest’anno, poco prima di Ferragosto, a Qeqertarsuaq, sull’isola di Disko, località che le squadre hanno potuto raggiungere dopo una navigazione durata 18 ore, ai piedi delle cime piatte rosse, che i locali chiamano “il nostro Grand Canyon”. Un campo da cui, come documentato dalla CNN, si possono ammirare ghiacciai e avvistare balene. Qualcosa di stupefacente.

Il campionato da “una settimana e via” e mister Gazza

Un campionato durato una settimana, dal 5 al 12 agosto e che ha coinvolto otto squadre, suddivise in due gironi. Ma altre 40 si sono date battaglia a luglio nella fase preliminare, giocata – come sempre stato fino all’anno scorso anche per le partite decisive – su campi di sabbia dura grigia, fango e rocce su cui, immancabilmente, finivano per infrangersi ginocchia ed articolazioni dei 5mila calciatori di qui (il 10% dell’intera popolazione). Spiega a Eurosport Italia il capitano dell’IT-79 Kaassannguaq Zeeb, classe 1985, detto “Gazza” come Gascoigne, che divide altresì il ruolo di allenatore con Allan Geisler e che vanta un passato nelle divisioni minori danesi con la maglia dello Svendborg, tornato in patria per occuparsi del comparto commerciale della campagnia di cibo surgelato “Royal Greenland”:

” Col sintetico è un’altra cosa, il nostro calcio può finalmente svilupparsi. Il nostro successo è stato un’emozione unica. Il B-67 è molto più attrezzato di noi, vincevano da 5 anni consecutivi e noi, invece, nel 2014, abbiamo rifondato il club, dovendo assoldare qualche donna per fare numero e proseguire l’attività. In squadra ci sono baristi, magazzinieri, studenti, impiegati amministrativi… Ed ora eccoci qui, campioni del nostro paese. Il futuro? Ci piacerebbe fare un tour per l’Europa, testando il nostro reale livello. Magari proprio in Italia…”

Un’attività che, oltre al calcio a undici all’aperto – praticabile esclusivamente nei mesi di luglio e agosto (attualmente, a Nuuk, le massime sfiorano appena i 10 gradi) – in Groenlandia prevede anche quella del futsal invernale/primaverile, in cui l’Inuit Timersoqatigiiffiat-79 si è laureato campione nel 2016.

Nel calcio a 11, uno spettacolo in stile Zeman: nella semifinale contro il Nagdlunguaq-48, una vittoria per 4-3 ai tempi supplementari e, nell’ultimo atto per l’appunto, i tiri dal dischetto. Braccia al cielo per la trasformazione finale di bomber Peri Fleischer, resa decisiva solo grazie al precedente miracolo, tra i pali, di Malik Mikaelsen, 23 anni, tifoso del Milan e studente universitario di Economia e impiegato nel comune consortile di Sermersooq. Che confida, ad Eurosport:

” Ho neutralizzato quell’ultimo penalty del B-67 e il cuore ha iniziato a battermi a mille. Non potevo credere di aver fatto vacillare i campioni indiscussi di Groenlandia. Ho incominciato ad aver paura per la responsabilità che avevo consegnato su piedi del mio compagno Peri. Dopodiché abbiamo pianto tutti di gioia.”

” Dopo la prodezza di Malik – aggiunge Peri Fleischer -, ho preso il pallone tra le mani e mi sono detto: quelli sono i campioni, quella è la squadra che puoi finalmente battere, il sogno della tua vita. Una volta insaccato il pallone, mi sono inginocchiato braccia al cielo pensando a tutti quegli allenamenti sulle nostre rocce.”

Fonte: http://it.eurosport.com/calcio/passione-che-brucia-il-ghiaccio-la-favola-dell-it-79-campione-di-groenlandia-per-la-prima-volta._sto6296785/story.shtml