Vienna si reinventa grazie ai suoi 30enni. Tra start up, gallerie d’arte e quartieri per giovani creativi

Un esercito di 65mila startupper e giovani imprenditori, una capitale che continua a crescere proprio mentre diminuisce l’età media della sua classe creativa (fatta praticamente quasi tutta di nati dopo il 1980). Una città che oggi vale da sola il 26% del Pil austriaco e il 40% delle sue nuove imprese. E il record di voti registrato qui dal candidato ecologista Alexander Van der Bellen (il 65%) nel ballottaggio presidenziale contro il leader della destra populista (fermo al 35%). In questi numeri, c’è la Vienna di oggi. «Una città sempre più giovane e aperta, che accoglie i newcomers da ogni angolo del mondo e dove un architetto o un designer su tre non è neanche nato qui. Un’oasi liberale e progressista in una Mitteleuropa di conservatori», racconta Kimberly Bradley, corrispondente per la rivista Monocle.

«È la nuova Vienna, anzi la nostra WieNew o NeWien», si divertono a giocare con le parole i ragazzi del Q21, incubatore di idee e residenza d’artisti in arrivo dalle province del sud o da altri paesi. Una metropoli che parte comunque da solide basi: 100 musei, 500 tra librerie, cinema e gallerie d’arte sparse in città; 10mila biglietti per eventi musicali disponibili ogni giorno e 15mila concerti di ogni genere ogni anno; il record europeo del 40% di spostamenti quotidiani attraverso l’efficiente rete di trasporto pubblico; il 50% dell’area comunale dedicata al verde (compresi 700 ettari di vigne) e migliaia di chilometri di piste ciclabili. Numeri che le hanno fatto guadagnare, tra gli altri, il 1° posto tra le città più vivibili del pianeta nel 2016 (classifica Mercer Quality of Life); il 2° posto nella lista stilata dall’International Congress Association come città ideale per organizzare un evento; il 3° posto nell’Innovation Cities Index sulle metropoli creative, dietro Londra e San Francisco.

Sono però i suoi under 35 a segnare la differenza. Arte, moda, architettura, design, tecnologia. E ancora: alberghi, ristoranti, caffetterie, concept store. È un lungo elenco di nomi giovani, indirizzi per giovani, lanciati o gestiti da giovani (vedi il box a sinistra e le foto di questo servizio). All’insegna di quello che qui chiamano il nuovo pop – da popular & posh: popolare perché accessibile a molti, posh ovvero chic perché curato nei dettagli – in salsa viennese. Se il 2° distretto è ormai «una sorta di trendy Brooklyn rispetto alla Manhattan del centro storico», ci dice Thomas davanti a un melange (il cappuccino dei viennesi) da Balthasar in Praterstrasse (la via più zeppa di indirizzi da non perdere), nel 5° distretto si sono concentrate invece negli ultimi anni le gallerie d’arte. Ed è lì che Lilli Hollein (direttore e curatrice) e il suo team hanno stabilito l’headquarter dell’ultima Vienna Design Week. Se il 6° (lungo Gumpendorferstrasse) è l’area dei neo-bohémien, il 7° (Neubaugasse) è in netta ascesa e lì stilisti e designer aprono i loro atelier.

Ma le novità sono anche due (ri)scoperte recenti: la prima è il Canale del Danubio, per anni trascurato, diventato grazie all’arrivo di energie nuove una delle aree più animate (d’estate anche con l’atmosfera da spiaggia in città); la seconda è il Gu?rtel, ovvero il secondo anello (più periferico rispetto al celebre Ring ): sotto le arcate della metropolitana sopraelevata non si contano più i club musicali, dedicati a tecno ed elettronica. Da poco ha inaugurato nel 23° distretto il Synchron Stage Vienna, tra i più grandi studi di registrazione al mondo per grandi orchestre o colonne sonore da kolossal.

Sorprende, infine, la visibilità che sono riuscite a conquistarsi le donne in questa Neue Welle viennese. Tre nomi per tutti. Il primo è quello di Laura Karasinski, art director e capo dell’omonimo atelier-agency, scelta da Forbes in rappresentanza dell’Austria tra i 30 under 30: giovani da non perdere di vista; il secondo è quello di Pia Bauernberger, stilista, che ha creato il suo marchio poco più di un anno fa diventando di fatto la stella di punta del ReFashioning Austria; infine Christina Steinbrecher-Pfandt, direttore della Contemporary Art Fair, classe 1983 e kazaka di nascita. Esempio perfetto di questa Vienna sempre più giovane, aperta e multiculturale.
Grace è il ristorante di Oliver Lucas
YOUNG AGE(NDA)
Ecco una selezione di nomi nuovi e indirizzi di Vienna lanciati o gestiti da under-35.
Grace. È il ristorante di Oliver Lucas, già souschef del pluristellato Steirereck. Con la moglie Petra gestisce i 16 posti più richiesti in città (grace-restaurant.at).
Kleinod. Sono 4 amici maschi, tra i 30 e i 35 anni, ad animare questo super cocktail bar in pieno centro (kleinod.wien).
Ramasuri. Cucina viennese creativa e ambiente relax in un indirizzo lanciato da Gabriel-Raffael Alaev, in Praterstrasse al 19.
Al 15 c’è Mochi: ad oggi la tavola giapponese top di Vienna (ramasuri.at e mochi.at).
Wrenkh. Cibo veg e corsi di cucina con i fratelli Karl e Michael Wrenkh (wrenkh-wien.at).
Vollpension. Ci si sente come a casa, atmosfera intima e più generazioni: la nonna ai fornelli e la nipote, la giovane Hanna Lux, a gestire questo caffè (vollpense.at).
Guerrilla Bakery. Ambiente minimal e idee creative in una panetteria/pasticceria molto divertente (guerillabakery.at).
BreadedEscalope. È un collettivo di designer, formato da Sascha Mikel, Martin Schnabl e Michael Tatschl. Il loro lavoro si divide tra realizzazione di oggetti, progetti, workshop e talk (breadedescalope.com).
Meshit Store. Il negozio del brand fondato da Ida Steixner e Lena Kramf (meshit.at).
Sagan Vienna. È il marchio di Tanja Bradaric e Taro Ohmae (sagan-vienna.com).
Marlene Wolfmair. 28enne, esperta di 3D, designer, collabora con le più importanti aziende hi-tech (i suoi lavori su: marlenewolfmair.com).
Johann Lurf. Classe 1982, Johann è il regista sperimentale più quotato (johannlurf.net).