10. Le favole al rovescio

C’era una voltaun povero lupacchiotto,che portava alla nonnala cena in un fagotto.E in mezzo al boscodov’è più foscoincappò nel terribileCappuccetto Rosso,armato di trombonecome il brigante Gasparone…,Quel che successe poi,indovinatelo voi.Qualche volta le favolesuccedono all’incontrarioe allora è un disastro:Biancaneve bastona sulla testai nani della foresta,la Bella Addormentata non si addormenta,il Principe sposauna brutta sorellastra,la matrigna tutta contenta,e la povera Cenerentolaresta zitella e fala guardia alla pentola.

9. Il pellerossa nel Presepe

Il pellerossa con le piume in testae con l’ascia di guerra in pugno stretta,com’è finito tra le statuinedel presepe, pastori e pecorine,e l’asinello, e i maghi sul cammello,e le stelle ben disposte,e la vecchina delle caldarroste?Non è il tuo posto, via! Toro Seduto:torna presto di dove sei venuto.Ma l’indiano non sente. O fa l’indiano.Se lo lasciamo, dite, fa lo stesso?O darà noia agli angeli di gesso?Forse è venuto fin qua,ha fatto tanto viaggio,perchè ha sentito il messaggio:pace agli uomini di buona volontà.

 8. Anno nuovo

“Indovinami, Indovino,tu che leggi nel destino:l’anno nuovo come sarà?Bello, brutto o metà e metà?”.“Trovo stampato nei miei libroniche avrà di certo quattro stagioni,dodici mesi, ciascuno al suo posto,un Carnevale e un Ferragostoe il giorno dopo del lunedìsarà sempre un martedì.Di più per ora scritto non trovonel destino dell’anno nuovo:per il resto anche quest’annosarà come gli uomini lo faranno!”.

 7. Girotondo di tutto il mondo

Filastrocca per tutti i bambini,per gli italiani e gli abissini,per i russi e per gli inglesi,gli americani ed i francesi,per quelli neri come il carbone,per quelli rossi come il mattone,per quelli gialli che stanno in Cina,dove è sera se qui è mattina,per quelli che stanno in mezzo ai ghiaccie dormono dentro un sacco di stracci,per quelli che stanno nella forestadove le scimmie fan sempre festa,per quelli che stanno di qua o di là,in campagna od in città,per i bambini di tutto il mondoche fanno un grande girotondo,con le mani nelle mani,sui paralleli e sui meridiani.

 6. La scuola dei grandi

Anche i grandi a scuola vannotutti i giorni di tutto l’anno.Una scuola senza banchi,senza grembiuli nè fiocchi bianchi.E che problemi, quei poveretti,a risolvere sono costretti:“In questo stipendio fateci starevitto, alloggio e un po’ di mare”.La lezione è un vero guaio:“Studiare il conto del calzolaio”.Che mal di testa il compito in classe:“C’è l’esattore delle tasse”!

5. Il giorno più bello della Storia

S’io fossi un fornaioVorrei cuocere un paneCosì grande da sfamareTutta, tutta la genteChe non ha da mangiareUn pane più grande del soleDorato profumatoCome le violeUn pane cosìVerrebbero a mangiarloDall’India e dal ChilìI poveri, i bambinii vecchietti e gli uccelliniSarà una data da studiare a memoria:un giorno senza fame!Il più bel giorno di tutta la Storia.

 4. Lo zampognaro

Se comandasse lo zampognaroche scende per il viale,sai che cosa direbbeil giorno di Natale?«Voglio che in ogni casaspunti dal pavimentoun albero fioritodi stelle d’oro e d’argento».Se comandasse il passeroche sulla neve zampettasai che cosa direbbecon la voce che cinguetta?«Voglio che i bimbi trovino,quando il lume sarà acceso,tutti i doni sognati,più uno, per buon peso».Se comandasse il pastoredal presepe di cartonesai che legge farebbefirmandola col lungo bastone?«Voglio che oggi non pianganel mondo un solo bambino,che abbiano lo stesso sorrisoil bianco, il moro, il giallino».Sapete che cosa vi dicoio che non comando niente?Tutte queste belle coseaccadranno facilmente;se ci diamo la manoi miracoli si fannoe il giorno di Nataledurerà tutto l’anno.

3. Per colpa di un accento

Per colpa di un accentoun tale di Santhiàcredeva d’essere alla metaed era appena a metà.Per analogo erroreun contadino a Rhotentava invano di coglierele pere da un però.Non parliamo del doloredi un signore di Corfùquando, senza più accento,il suo cucu non cantò più.

 2. Filastrocca di primavera

Filastrocca di primaverapiù lungo è il giorno,più dolce la sera.domani forse tra l’erbettaspunterà la prima violetta.Oh prima viola fresca e nuovabeato il primo che ti trova,il tuo profumo gli dirà,la primavera è giunta, è qua.Gli altri signori non lo sannoe ancora in inverno si crederanno:magari persone di riguardo,ma il loro calendario va in ritardo.

 1. Dopo la pioggia

Dopo la pioggia viene il serenobrilla in cielo l’arcobaleno.E’ come un ponte imbandieratoe il sole ci passa festeggiato.E’ bello guardare a naso in sule sue bandiere rosse e blu.Però lo si vede, questo è malesoltanto dopo il temporale.Non sarebbe più convenienteil temporale non farlo per niente?Un arcobaleno senza tempesta,questa si che sarebbe una festa.Sarebbe una festa per tutta la terrafare la pace prima della guerra.

Sorgente: Gianni Rodari, le 10 filastrocche più belle – 3nz.it