Ha più di 500 anni ed è diventata il centro di uno dei misteri irrisolti tra i più affascinanti di sempre, ma adesso un pezzetto di verità pare essere tornato a galla: una prestigiosissima copia di una lettera scritta da Cristoforo Colombo per narrare del suo primo viaggio verso le Americhe è stata ritrovata proprio negli Stati Uniti, dopo che la stessa venne rubata dagli archivi del Vaticano e rimpiazzata con un falso.Come nei migliori film di genere, a effettuare la scoperta ci ha pensato un team di agenti a stelle e strisce, che ha rivenuto la copia in una collezione privata. L’attuale possessore aveva acquistato il documento nel 2004 per la sostanziosa cifra di 875 mila dollari, dopo che il lotto era stato messo in vendita – pare in buona fede – da un commerciante.Le indagini, a ogni modo, non sono ancora riuscite a chiarire chi ha operato il furto e come abbia fatto a uscire indenne dalle mura pontificie. A dare la notizia del ritrovamento è stato The Wall Street Journal, che cita un certo Robert Parsons – collezionista di manoscritti di letteratura da viaggio – come ultimo possessore dell’opera. L’uomo morì nel 2014 ma le lettere andarono in eredità alla vedova, che ora è concorde nel restituirle al Vaticano.APIl documento è la copia stampata di una missiva vergata a mano dall’esploratore nel 1493, per essere spedita ai sovrani spagnoli Ferdinando e Isabella, sotto la cui ala protettiva Colombo compì i viaggi verso le Americhe. L’Epistola Christofori Colom. – questo il suo nome nei cataloghi dell’Oltretevere – è stata conseguentemente riportata in un pamphlet di quattro pagine per dare notizia al mondo della sensazionale scoperta. Il libricino venne stampato in 500 copie e solo una manciata di esse sopravvisse nel tempo.In particolare, la copia ritrovata negli States arrivò negli archivi vaticani intorno agli anni ’20 del Novecento, nel 1934 venne inserita in un’antologia di stampe cinquecentesche e poi – non si sa bene quando – scomparve per essere sostituita da una falso.Solo a inizio 2017, tuttavia, si ebbe la certezza del furto, quando alla vedova Parsons venne chiesto di lasciar esaminare il documento da un esperto nominato dal governo americano, che ha comparato la lettera con quella presente a San Pietro.”Dopo un esame attento delle dimensione delle pagine, delle note a matita e della rilegatura, l’esperto è arrivato la conclusione che l’originare era la copia in possesso di Mary Parsons e che quella attualmente conservata in Vaticano altro non è che un falso” si legge nel documento ora in possesso della magistratura statunitense, dove viene specificato che la donna non era a conoscenza del furto della lettera.Ma non è solo la sensazionale scoperta a destare clamore, bensì anche il contenuto dell’Epistola Christofori Colom. Difatti, nella missiva l’esploratore genovese raccontava il primo incontro con le popolazione indigene delle isole americane su cui era sbarcato, descrivendo anche la flora rigogliosa dei Caraibi e l’accogliente popolazione locale. La scoperta arriva in un periodo storico in cui negli States si discute sulla necessità di rimuovere i vari monumenti dedicati all’esploratore ed eretti in diversi punti dello Stato Federale, in quanto sarebbero il simbolo della violenza dei conquistatori sui cosiddetti Indiani d’America.L’Epistola Christofori Colom. è la seconda lettera del genovese rubata e ritrovata Oltreoceano. Nel 2016, appunto, un’altra missiva era stata rispedita a Firenze dagli USA, dopo il suo furto negli anni ’50 del Novecento.

Sorgente: Ritrovata la lettera di Cristoforo Colombo rubata in Vaticano negli anni 20 del ‘900