Lo stop al fumo nei parchi e nelle aree verdi a Castelletto sopra Ticino, nel Novarese, è in vigore dall’8 febbraio, ma i cartelli che rendono noto il divieto ancora non sono stati posizionati. Ecco spiegato perché, in sei mesi, di multe non ne è stata elevata nemmeno una, anche se sarebbe stato preferibile che dietro le «zero multe» ci fosse stato uno spiccato senso civico. La prova del nove, in ogni caso, ci sarà a giorni: «I cartelli sono pronti – assicura il comandante della polizia locale, Lorenzo Maffioli – e saranno affissi dagli operai comunali a breve e senz’altro prima dell’avvio del nuovo anno scolastico». L’ordinanza, infatti, punta a tutelare in particolare la salute dei bambini e dei ragazzi, ma vuole anche disincentivare nelle nuove generazioni la cattiva abitudine del fumo, perché ormai la prima sigaretta si accende già intorno ai 10 – 11 anni nel 34 per cento dei casi.

L’IDEA DEL SINDACO – Il sindaco di Castelletto sopra Ticino Matteo Besozzi, che è anche presidente della Provincia di Novara, prende spunto da altri Paesi europei, più all’avanguardia nella lotta contro le sigarette: «Lo stop al fumo anche all’aria aperta e non solo nei luoghi pubblici chiusi è già applicato da tempo all’estero. Nel mio caso, a far scattare l’idea è stato il mio soggiorno in Gran Bretagna, dove ho frequentato un corso all’Università di Manchester: non solo nella sede universitaria ma anche nelle aree circostanti vige il divieto di fumo. Di ritorno in Italia ho pensato che si potesse applicare anche a Castelletto. Abbiamo verificato con la polizia locale l’applicabilità della norma e deciso di adottarla: mi sembra una misura di civiltà, tanto quanto il divieto di abbandonare in strada i mozziconi».

Le aree di Castelletto sopra Ticino interessate sono il parco Sibilia, i parchi giochi e i giardini di via Tintoretto, del rione Dorbiè e della frazione di Glisente, quella del porto sul Ticino, oltre a quelle in prossimità delle scuole. Una volta che i cartelli, che riportano l’immagine di una sigaretta ingabbiata all’interno del simbolo del divieto, saranno in vista, sarà però necessario sorvegliare: «Chi trasgredisce – precisa Besozzi – potrà essere punito con una multa che va dai 25 ai 500 euro. Sono convinto che la popolazione comprenda e condivida la limitazione imposta. Io stesso ogni tanto fumo qualche sigaretta e di certo non voglio pormi con un atteggiamento da bacchettone, ma sento il dovere di cautelare la salute pubblica e di promuovere, da adulto, il buon esempio per i ragazzi».

SENSIBILIZZAZIONE  – Da parte sua il comandante della polizia locale assicura: «Per un primo periodo, se troveremo qualcuno con la sigaretta accesa nelle aree dove è in vigore il divieto, lo richiameremo e spiegheremo l’esistenza e la finalità dell’ordinanza. Insomma, faremo opera di sensibilizzazione rispetto alle nuove disposizioni. Successivamente, multeremo chi contravviene al divieto».   Anche in Italia le aree all’aperto in cui è proibito fumare sono già tante: in alcune città la sigaretta va tenuta spenta in spiaggia o in piscina, altrove durante le manifestazioni pubbliche. La ragione è una sola: i danni alla salute causati dal fumo passivo. «Per questo è ancora più importante – conclude Besozzi – tutelare i bambini e i ragazzi».

Sorgente: “Vietato fumare nel parco, cattivo esempio ai bambini” – La Stampa