La Corea del Nord tona a minacciare. Il prossimo target è l’isola americana di Guam, sede della Andersen Air Force Base. Trump: “Il dialogo non è la risposta”.

La Corea del Nord è già tornata a minacciare gli Stati Uniti. Il prossimo obiettivo potrebbe essere l’isola americana di Guam, sede della Andersen Air Force Base.

 

Pyongyang ha definito solo un “preludio” il lancio del missile che ieri ha sorvolato il Giappone. Era un Hwasong-12, un missile balistico a medio raggio ma con una gittata di fatto intercontinentale perché stimata tra i 3.700 e i 6.000 chilometri. “Per venticinque anni gi Stati Uniti hanno parlato con loro e ci è stato estorto del denaro – ha sbottato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump – il dialogo non è la risposta”.

Già all’inizio di agosto, il regime di Kim Jong-un aveva detto di avere allo studio “un piano operativo” per colpire l’isola di Guam. Ed ora torna a promettere nuovi missili nel Pacifico. Il vettore lanciato ieri da Pyongyang è stato “un primo passo per le operazioni militari nel Pacifico e un significativo preludio” all’obiettivo della base militare statunitense nell’Oceano Pacifico. Stando a quanto scrive oggi l’agenzia di stampa Korean Central News Agency, si sarebbe trattato soltanto di “un assaggio” delle contromisure che il regime di Kim Jong-un è in grado di prendere contro le esercitazioni militari congiunte diStati Uniti e Corea del Sud. “Kim – sottolinea l’agenzia di stampa statale di Pyongyang nella sua versione in inglese – ha sottolineato che la Repubblica Democratica Popolare di Corea (nome ufficiale e della Corea del Nord, ndr) continuerà ad osservare gli atteggiamenti degli Stati Uniti come già dichiarato e deciderà il suo futuro in base ad essi”.

“Il lancio di martedì non ha avuto un impatto sulla sicurezza dei Paesi vicini”, sottolinea la Kcna riferendo che lo Hwasong-12 utilizzato con equipaggiamento “ultra-moderno” si è dimostrato “perfetto”. Il test permette di guadagnare “una buona esperienza nelle operazioni missilistiche per una guerra vera” aprendo a “più esercitazioni di lanci di missili balistici con obiettivo il Pacifico in futuro”. Il sorvolo dei cieli giapponese del missile nord-coreano ha innescato anche interrogativi sulla sicurezza tra gli analisti e i funzionari di Tokyo. Il comandante delle operazioni anti-missile dell’aeronautica giapponese, Hiroaki Maehara, ha ammesso che il missile rappresenta “una totale sorpresa” e, scrive l’agenzia Kyodo, anche se il governo sta prevedendo l’introduzione di intercettori più potenti di quelli attualmente spiegati, “il sistema attuale non ha la copertura per difendere l’intero territorio” nazionale. Dubbi sulle capacità difensive nel caso di un attacco missilistico arrivano anche da un alto funzionario citato dalla stessa agenzia giapponese. “Non importa quanto rafforzeremo la nostra difesa missilistica. Ci saranno sempre buchi. Non c’è fine”.

 

Sorgente: “Il missile sul Giappone è il preludio”. Ora la Corea del Nord punta alla base americana – IlGiornale.it