No, non ci sarò nella nuova stagione di #cameracafé; lo dico perché mi viene chiesto a destra e a manca, e ne sento in giro di buffe e di crude. Non ci sarò né come autore, né come attore; persone a me vicine sono felici di non dovermi più vedere con le camicie hawaiane di Olmo Ghesizzi, a me invece temo mancheranno un poco.

Comincia così il lungo post di sfogo di Carlo Gabardini, storico interprete di Olmoin Camera Cafè, sitcom di cui ha curato anche la parte autoriale delle prime cinque stagioni (“oltre 1600 copioni”).

La sesta comincerà lunedì 4 settembre alle 21.05 su Rai 2, ma questa volta, Olmo non ci sarà.

A dirla tutta, giuro che non l’ho mica capito perché non ci sarò, non so dire con precisione se non mi hanno voluto o se io intimamente e inconsciamente non volessi farlo. Alla prima chiamata mi han chiesto se ero interessato a interpretare Olmo o se ormai…
-Ormai, cosa?
-Niente, visto che sei su radio24, scrivi sui giornali, hai fatto comingout, hai pubblicato un libro, ti occupi di diritti, insomma, forse ormai hai preso un’altra strada…

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-No, no, sono interessatissimo, non faccio il gay di professione, continuo a fare l’attore e soprattutto l’autore, altrimenti non saprei come pagarmi l’affitto. E sono più interessato a scrivere cameracafé, come ho sempre fatto, e poi se noi autori decideremo che Olmo non serve, Olmo non ci sarà; come abbiamo sempre fatto.
-Okay, allora ti chiameremo anche come autore.

Ma la trattativa con la produzione, racconta Gabardini, non è andata bene.

Un mese dopo c’è stata una riunione ridicola fra tutti noi autori storici e la produzione, in cui è stato chiaro dal primo istante che uno di noi si fosse già accordato, lasciando a tutti gli altri ben poco spazio di manovra dovendosi azzuffare per le briciole. […]

Io ho sempre pensato che il modo migliore (o forse l’unico) per rifare cameracafé fosse farlo tutti assieme col sorriso sulle labbra e divertendosi, dunque, anche perché sono un inguaribile romantico ed emotivo di merda (sono parole di un collega), ho abbozzato e condotto la mia trattativa considerando molto più questo desiderio di realizzare il programma in “comunione”, piuttosto che il mio ritorno economico personale.


La produzione mi offre una cifra così bassa che lei stessa definisce inaccettabile e mi chiede di fare una controproposta; propongo lo stesso cachet di sei anni fa, riparametrandolo al numero minore di episodi di questa stagione, e ne esce un ammontare pari circa al doppio della loro offerta iniziale.

Dopo due settimane di silenzio, ho chiamato io, e dopo altri 5 giorni di attesa la produzione mi ripropone la stessa identica cifra di partenza, dando un nuovo senso al concetto di “trattativa”.

Non vedendo margine ma, standomi a cuore questo programma e la collaborazione coi miei colleghi autori, dico che accetto la loro “inaccettabile” proposta iniziale. Silenzio imbarazzato. Mi dicono che mi faranno sapere senz’altro in settimana.


Non chiama nessuno, ma vengo a sapere che la mia assenza viene motivata col solito mantra: “Gabardini ha chiesto una cifra esorbitante e non trattabile.” Soffro. Mi girano i coglioni. Alcune notti, piango.

Scrivo una mail a tutti […] La produzione mi scrive che mi chiamerà l’indomani. Era il 14 febbraio. Non ho più sentito nessuno.

Poi è iniziata la convocazione attori. Quasi tutti i colleghi mi hanno chiamato per sapere cosa avrei fatto, e stavolta ero io a non sapere bene che dire, e stavo parecchio male.

Tra le mille elucubrazioni pensavo: non avendo la possibilità di scriverlo, mi sa che non troverò la motivazione per recitarlo […] La produzione mi ha salvato dal dubbio amletico: come attore non mi ha nemmeno chiamato.



Mi spiace non esserci, non posso negarlo […] Mi spiace non esserci, soprattutto per la modalità, perché per il resto è un’ipotesi che ci sta, ci mancherebbe altro. Dopo esservi entrato in casa per anni indossando delle discutibili camicie colorate, mi sembrava doveroso spiegarvi come mai stavolta non verrò.

Se dicessi che spero che questa edizione vada meglio delle precedenti, ovvero degli oltre 1600 copioni che portano anche la mia firma, mi e vi starei prendendo in giro; però – davvero senza rancore – auguro a tutti che sia una straordinaria coda di un programma che ho amato moltissimo.

 

Sorgente: Camera Cafè senza Olmo: ecco perchè. Il post | Radio Deejay