«Vogliamo fare qualcosa di sorprendente per dare un senso a quest’anno di lavoro»

Il teatro è di quelli che dovrebbero incutere sempre timore, al di là del proverbiale miedo escenico:non foss’altro per le numerose camionette di polizia che circondano gli spalti, anche se non è ancora giorno di partita. O per i cinquemila tifosi che già si assiepano per l’allenamento della Roja: sì, il Bernabeu incombe già minaccioso, a un giorno dal grande match con la Spagna che deciderà se l’Italia può già prenotare il ritiro in Russia dopodomani. O si se dovrà passare attraverso le forche caudine dei playoff a novembre.

Il Grande Assente

Di sicuro questa partita la si sarebbe affrontata con più tranquillità con Chiellini, il grande assente rimandato in patria da un polpaccio ballerino: ma di miedo, di paura, il ct Ventura non vuol proprio sentir parlare. «Non cambia nulla – tuona – certo l’infortunio di Chiellini non ci voleva, è un giocatore importante, ma nulla cambia nell’impostazione che volevo dare alla partita». Gli indovini degli schemi ne deducono che il ct ipotizzerà allora per un cambio alla pari, centrale per centrale, Astori o Rugani. Ma questo vorrebbe dire che Ventura avrebbe già deciso per un 3-4-3 che in realtà non ha mai calato nelle ultime partite, sfoderando un ancor più offensivo 4-2-4.

«Un percorso di rinnovamento”

Il concetto di fondo insomma è che, al di là dei moduli, Ventura non teme il Bernabeu e non teme la Spagna: «Non ci sono coccodrilli e nemmeno serpenti qui. E io non sono emozionato, ma penso invece di poter fare qualcosa di sorprendente per dare seguito a quel che si è fatto in questo anno di lavoro e più. Anche perché un pari sarebbe una sconfitta». Già, è la sua nazionale, non più quella di Conte: «Abbiamo avviato un lavoro di rinnovamento, è una tappa di un percorso, non l’inizio di una nuova fase, la squadra è giovane e Immobile a 26 anni è già un senatore”» Se Immobile è un senatore, cosa dovrebbe dire allora Buffon che veleggia verso i 40? Il capitano ascolta il suo mister e si limita a predicare «compattezza ed equilibrio” ricordando che l’invincibile Spagna «in realtà negli ultimi dieci incontri ci batté veramente soltanto nella finale di Kiev». E, al di là del pari dell’anno scorso, una sorta di warm up per Ventura, nell’ultimo vero incontro, da dentro o fuori, in Francia si è vinto. Alla fine, son passati solo quattordici mesi.

 

Sorgente: Corriere della Sera