È il secondo caso in Europa di decesso per la puntura di questo piccolo aracnide che inietta un veleno che in casi estremi e rarissimi può portare alla necrosi dell’arto colpito. Secondo l’Unione Sarda, però, il collegamento tra la puntura e la morte non è certo

 

Massimo Stara, cagliaritano di 45 anni, è morto dopo tre mesi di agonia in seguito alla puntura di un ragno violino (Loxosceles rufescens). Si tratterebbe del secondo caso in Europa: nel novembre 2015 una donna calabrese 65 anni era deceduta a Catanzaro dopo essere stata morsa al dito medio. Il suo caso era stato riportato in una rivista medica specializzata.

Necrosi

Stara è deceduto sabato notte in ospedale dove era stato ricoverato dopo essere stato colpito dal ragno mentre lavorava in un terreno a Capoterra, in provincia di Cagliari, al progetto di una casa dove sarebbe andato a vivere con la moglie e i due figli, come riporta l’Unione Sarda. Era stato lui stesso a collegare la puntura del ragno e la sua malattia – un grave danneggiamento di fegato, polmoni e muscoli -, in una intervista: «Sono stato punto da un ragno violino», aveva detto, «ho passato momenti difficili e sono stato quattro giorni in coma. Ora spero di potermi riprendere, anche se non sarà facile». Dopo due mesi di ricovero l’uomo sembrava sulla strada del recupero, invece sabato sera si è improvvisamente aggravato e poi è deceduto. Secondo verifiche condotte dall’Unione Sarda non risulterebbero però collegamenti certi tra la puntura e la malattia — quali invece erano stati stabiliti dalla vittima stessa e dai suoi familiari: non può essere escluso che Stara fosse stato punto da un ragno, ma le cause della morte sarebbero altre.

Diffuso in tutta Italia

Il ragno violino è diffuso nell’area mediterranea e anche in tutta Italia. Deve il suo nome comune a una macchia sul dorso che può assomigliare a un piccolo violino. Il corpo non supera gli otto millimetri, con le zampe lunghe e sottili può arrivare a 3-4 centimetri. Come in molte specie di ragni le femmine sono più grandi dei maschi. Il colore è marroncino-giallo. Non ama la luce e vive nell’incavo di alberi o nelle cantine. Non è assolutamente di indole aggressiva e morde soltanto per difendersi in caso di pericolo. Il morso non è doloroso, ma nel giro di poche ore la parte colpita inizia a gonfiarsi e a fare male a causa delle tossine che provocano la necrosi dei tessuti. In soggetti allergici può provocare il loxoscelismo con la formazione di un’ulcera. Nei casi più gravi si può arrivare all’amputazione dell’arto colpito, in casi estremi (due quelli conosciuti in Europa) può essere addirittura mortale. Solo in Brasile è disponibile un antidoto al veleno di ragno violino.

Vedova nera mediterranea

In Italia è conosciuta solo un’altra specie di ragno di cui sono stati riportati in letteratura casi mortali dovuti al morso della vedova nera mediterranea (Latrodectus tredecimguttatus), conosciuta come «argia» in Sardegna, il cui corpo è caratterizzato da 13 macchie rosse su sfondo nero.

 

Sorgente: Corriere della Sera