Dominano le Furie Rosse al Bernabeu: doppietta di Isco, poi Morata nel finale. Probabile a questo punto il play off contro la seconda di un altro girone per la qualificazione al Mondiale

MADRID – Tranquilli, la magia della notte del Bernabeu, quella vera, è al sicuro, fra i ricordi più cari. E, in fondo, attendersi da questa Italia una replica, trentacinque anni dopo, era francamente troppo. È andata come sapevano tutti già dal sorteggio di due anni fa: la Spagna ha vinto il suo girone, l’Italia dovrà giocarsi il Mondiale agli spareggi di novembre. La partita decisiva è stata una passeggiata per la Roja, che, consapevole della sua forza, aveva aperto i festeggiamenti già nell’allenamento della rifinitura, in mezzo alla sua gente, e li ha proseguiti per tutta la partita osannando Isco, l’hombre del partido (due gol, prima del sigillo di Morata), Iniesta e alla fine anche Villa, tornato in nazionale dopo quasi tre anni. La partita attesa, preparata da dodici mesi, non ha lasciato scampo agli azzurri, rinnovando l’antica ossessione per un avversario che è tornato mostruosamente proibito, irraggiungibile. Eppure, poco più di un anno fa, era stata l’Italia a cacciare fuori la Roja dall’Europeo, con i colpi di Chiellini e Pellè, due che stavolta neanche c’erano. Una parentesi, ecco. La Nazionale non perdeva in una gara di qualificazione, fra Europei e Mondiali, da undici anni: nel 2006 la Francia superò gli azzurri di Donadoni.

Orbata di Chiellini, l’Italia ha cambiato i piani della vigilia, rinunciato al proposito di difendersi a tre, unico sistema efficace contro la Spagna negli ultimi anni, e schierando invece la squadra più offensiva possibile, con Candreva e Insigne esterni a sostegno delle due punte, Belotti e Immobile. Lopetegui, nuotando nella sua abbondanza, aveva un solo dubbio, l’ha risolto escludendo Morata per giocare senza punti di riferimento in attacco: i compiti del falso nueve sono finiti sulle spalle di David Silva, in un sistema fluido in cui sarebbe stato comunque inutile attendersi ruoli e posizioni definite e riconoscibili. L’antifona è stata subito chiara: dopo duecento secondi Verratti ha cercato di azzoppare Busquets a centrocampo, prendendosi l’ammonizione e palesando presto l’affanno della mediana azzurra. Due invenzioni di Iniesta, lasciato sempre indisturbato, hanno scoperchiato la difesa di Ventura in un lampo. La prima, dopo sette minuti, ha innescato Koke, steso da De Rossi al limite: della punizione s’è incaricato Ramos che ha messo alto. La seconda, al minuto 13, è stata una meravigliosa imbeccata per Asensio: Bonucci ha speso un’ammonizione pesante (salterà Israele), Isco è stato quasi perfetto, Buffon in ritardo ha fatto il resto.

La reazione italiana è stata macchinosa e sterile. La manovra si è sviluppata essenzialmente sulla catena di destra, fra singhiozzi e imprecisioni: la cosa migliore è stata di Darmian per Belotti, De Gea si è guadagnato la pagnotta (22’). Una piccola parentesi nel monologo di una Spagna apparsa più serena nella testa e più fresca, decisamente, nella corsa, con una differenza di condizione che ha amplificato la distanza già netta di qualità. A turno, si sono sganciati Piqué – un colpo di testa alto – e Carvajal – un destro smorzato da Bonucci in angolo -, finché Isco non ha avuto la seconda chance e ha trafitto Buffon di sinistro dal limite. Concretamente, la squadra di Ventura ha avuto due occasioni per riaprire una partita in cui non era mai entrata sul serio. Insigne ha sciupato la sua, su assist di Immobile, in avvio di secondo tempo. Belotti di testa ha messo alto su uno dei pochi cross che gli sono arrivati, tutti da destra. La Spagna ha maramaldeggiato, dando una lezione di calcio che poteva avere proporzioni più ampie se Buffon non avesse chiuso lo specchio a Carvajal. Il terzo gol della Spagna, in contropiede, con Sergio Ramos nelle vesti di suggeritore e Morata, appena entrato, nei panni dell’esecutore, ha dato una prova ulteriore, qualora servisse, del divario imbarazzante.

Martedì a Reggio Emilia gli azzurri affrontano Israele, devono ora conquistare il secondo posto e attendere il sorteggio dei play-off, fra un mese. Da stasera, fra le possibili avversarie, c’è anche l’Ucraina. Per trovare un dolce ricordo da associare al Bernabeu, non resta che telefonare ai ragazzi dell’82. Loro, a quest’Italia qui, potrebbero spiegare un po’ di cose.

SPAGNA-ITALIA 3-0
SPAGNA (4-3-3)
: De Gea – Carvajal, Piqué, Ramos, Jordi Alba – Koke, Busquets, Iniesta (27’ st Morata) – Isco, Silva,

Asensio (33’ st Saúl).
ITALIA (4-4-2): Buffon – Darmian, Barzagli, Bonucci, Spinazzola – Candreva (25’ st Bernardeschi), De Rossi, Verratti, Insigne – Belotti (25’ st Eder), Immobile (33’ st Gabbiadini).
ARBITRO: Kuipers (Ola)
RETI: 13’ pt e 40’ pt Isco, 32’ st Morata
NOTE: spettatori 81mila. Ammoniti Verratti, Bonucci.

 

Sorgente: Nazionale, Spagna-Italia 3-0: azzurri verso gli spareggi – Repubblica.it