Così procuratore e inquirenti descrivono il branco di violentatori

“Turpi, brutali e ripetuti atti di violenza”. E’ questo, in sintesi, un passaggio del decreto di fermo firmato dal procuratore per i minorenni di Bologna, Silvia Marzocchi, per i tre giovani stranieri accusati del duplice stupro di Rimini. Il procuratore è rimasto fino ad oltre le due di notte a Rimini per procedere agli interrogatori dei due fratelli marocchini e del 16enne nigeriano. Gli stupratori, secondo quanto raccontato dagli inquirenti, hanno mostrato pochi segni di pentimento.

Freddo, quasi distaccato è apparso Guerlin Butungu quando è arrivato in stazione a Pesaro intorno alle 5: è stato osservato e in qualche maniera spinto a salire su un convoglio diretto a Milano. La polizia in borghese ha poi accerchiato lo scompartimento e, a Rimini, quando non aveva altre persone vicine, è stato bloccato. Al momento ha cercato di negare poi ha ammesso tutto. Nessun sentimento di pentimento o pianto.

“I due fratelli minorenni hanno confessato perché probabilmente si sentivano braccati, le riprese video erano nitide e sapevano che non sarebbe passato molto tempo prima che fossero individuati. In caserma non ci sono state scene di lacrime o pentimenti. I due hanno raccontato di aver partecipato all’atto sostenendo che il maggiorenne era il capo banda” racconta invece il comandante provinciale dei carabinieri di Pesaro, Marco Filoni, parlando del’arresto dei due fratelli minorenni che hanno confessato, ieri, gli stupri di Rimini.

“Quando i due ragazzi, ieri, si sono presentati in caserma abbiamo subito avvertito la famiglia trattandosi di minori volevamo verificare se i genitori erano a parte della vicenda. Il padre ci ha raccontato di essere stato lui a invitarli a venire a consegnarsi”. “I due fratelli – aggiunge Filoni – erano soggetti noti a noi per alcuni precedenti per piccoli reati. Furti di cellulari, ricettazione motorini e bici rubate. Non avevano precedenti per atti di violenza quindi per loro la vicenda di Rimini rappresenta un ‘salto di qualità'”. Il comandante riferisce che anche il padre dei ragazzi ha precedenti penali. Filoni, infine, non trattiene la soddisfazione per come sono andate le indagini che hanno portato all’arresto di tutto il branco: “A questo risultato – conclude – siamo arrivati attraverso un importante ed efficace sforzo di collaborazione con la Polizia e la Procura, abbiamo messo insieme tutti i dati che avevamo e abbiamo raggiunto l’obiettivo”.

 

Sorgente: “Turpi e brutali atti di violenza. Gli stupratori di Rimini arrestati? Niente pianti o segni di pentimento”

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