Un torneo da ricordare a priori per Lorenzi, che prima di questa partita aveva raggiunto, nell’anno che lo porterà alle 36 candeline, per la prima volta in carriera gli ottavi di finale di un torneo dello slam. Occasione che Lorenzi ha provato a onorare anche oggi. Con un giocatore – per colpi, o meglio, un colpo… il servizio – per lui fuori categoria.Lorenzi invece non ha mai perso la testa, nemmeno quando per i primi due set sul servizio del sudafricano, molto semplicemente, non si è giocato. Paolino non è mai riuscito non solo ad arrivare a palla break… ma nemmeno a 30 nei turni di servizio dell’avversario. Un parziale di 52 punti a 6 nei primi 12 turni di battuta di Anderson che hanno scritto un 6-4, 6-3 dove a Lorenzi erano state fatali due imperfezioni, due sbavature comprensibili in una partita così tirata.Poi però lo schema di Anderson si è andato via-via affievolendo, complice anche un Lorenzi decisamente più solido dal fondo e sicuramente un po’ più rodato nella lettura del servizio dell’avversario. E da lì, così, è iniziata l’altra partita. Quella in cui Lorenzi è riuscito con le unghie a provare a portare dalla sua parte. E che solo per un soffio non ha regalato un quinto set che chissà cosa avrebbe potuto dirci.US Open 2017, 3th Round, Paolo LorenziGetty ImagesUna questione di dettagli – fondamentali per arrivare tra i primi 8 dell’Open degli Stati Uniti – che Lorenzi non ha curato sul più bello. Ovvero a metà del terzo set, quando dopo un’ora e 37 minuti era per la prima volta riuscito a strappare il break alla prima chance costruitasi; ma soprattutto a metà del quarto, quando nel quinto game Lorenzi aveva fatto due su due alla voce palle break convertite, salendo addirittura 3-2 e servizio.Lorenzi però, in entrambi i casi, non è mai riuscito a convertire l’allungo nell’immediato turno di servizio successivo. Un “gap” con Anderson pagato alla fine a caro prezzo. Già perché se nella terza partita alla fine Lorenzi era riuscito a girare un tie-break pazzo (5-2 Lorenzi, 5-4 Lorenzi ma 2 servizi Anderson; 7-4 Lorenzi strappando gli ultimi due punti proprio al servizio del sudafricano), così non è stato nel quarto e decisivo parziale. Il break non concretizzato appunto sul 3-2 ha caricato a mille Anderson, che da quel momento è riuscito ad alzare il livello di tennis, tirando tutto e costringendo Lorenzi all’angolo. Il senese si è ritrovato così a dover salvare 3 break point consecutivi sul 4-3 Anderson, salvando poi con un miracolo il game; ma l’impresa non è riuscita nell’ultimo turno di servizio, quando da 0-40 Anderson ha strappato il match alla prima chance.La corsa di Lorenzi e il sogno di rimanere dentro un torneo pieno di underdog si è così schiantata sul più bello. Con il rammarico – siamo certi – di un’occasione a 36 anni forse unica (per il tipo di tabellone che si è venuto a creare); ma con la certezza di aver dato tutto ancora una volta. E per questo con la coscienza a posto e il sorriso sulla bocca.

Sorgente: Lorenzi lotta come un leone, ma alla fine si arrende ad Anderson – US Open 2017 – Tennis – Eurosport