La Nuova Zelanda è il Paese con il tasso di suicidio più alto del mondo, cinque volte maggiore della Gran Bretagna, due volte in più dell’Australia, un record negativo che si sta ripercuotendo praticamente su ogni famiglia del Paese. Ora i familiari delle vittime hanno deciso di fare qualcosa e hanno lanciato l’allarme, chiedendo più collaborazione ai partiti politici e di sensibilizzare l’opinione pubblica, e i giovani in particolare, su malattie come le depressione.Suzy Taylor, madre di Georgia MacBeath, 19enne che si è tolta la vita lo scorso anno, non riesce a darsi pace per il gesto estremo della figlia. La donna vuole che se ne parli, che si provi a fare qualcosa perché in Nuova Zelanda, solo lo scorso anno, si sono suicidate 606 persone, molte delle quali giovani: “È come se mia figlia fosse morta 365 volte. Ogni volta che mi sveglio mi sento costretta a vivere in questo mondo. Non ci sono pillole che possa prendere, niente che possa bere, nessun posto in cui possa andare, nessuna persona che potrà cambiare qualcosa. È una condanna a vita”. La sua Georgia, alla quale era stata diagnosticata la depressione, si è tolta la vita proprio il giorno della festa delle mamma, lasciando in lei un vuoto incolmabile.La Taylor, che ha visto morire suicidi anche il marito (nel 1995) e la sua migliore amica (nel 2001), da allora ha conosciuto molti genitori e familiari delle vittime di questa lenta epidemia che sta diventando un problema enorme, una tragedia nazionale, e insieme stanno cercando di dare più attenzione a un problema che non è più possibile ignorare.Qualche giorno fa poi, tre mamme di figli suicidi (tutti under 25), hanno inviato una lettera ai partiti politici a nome di più di 200 famiglie per chiedere di aprire una indagine che vada a far luce sulla salute mentale dei neozelandesi e in generale un impegno maggiore per ridurre il numero di suicidi. “In quanto famiglie che hanno perso i propri cari, dobbiamo farci domande difficili e scomode. Dobbiamo avere il coraggio. Dobbiamo interrogarci sulla nostra salute mentale e sul sistema sanitario” hanno scritto.Jacinda Ardern, leader del Partito Laburista in Nuova Zelanda, ha affermato che ogni famiglia conosce qualcuno colpito da problemi di salute mentale o che si è suicidato: “L’ho chiesto in una stanza piena di giovani, se ne conoscevano, e ogni singola mano in quella stanza è stata sollevata in aria. Ogni mano”.Questa settimana sul lungolago di Rotorua c’erano 606 paia di scarpe di tutti i tipi: sneakers, sandali, scarponi, calzature col tacco. Sono state portate lì da ogni familiare delle 606 persone morte suicide in Nuova Zelanda nel 2016, Un lungo serpentone di scarpe solitarie, tutte in fila sul pontile. “Bisogna parlarne. I nostri giovani devono potersi aspettare un aiuto” dice la Taylor.

Sorgente: Allarme suicidi in Nuova Zelanda: nel 2016 ne sono stati 606. “È un’epidemia” – Radio 105