Ultimo di sei figli, Akira Kurosawa è nato ad Omori, nell’area metropolitana di Tokyo (Giappone), il 23 marzo 1910. Il padre di Akira, originario della provincia di Tohohu, discendeva da un’antica famiglia di samurai, e insegnava arti marziali all’Accademia Imperiale di Toyoma. Le giornate del giovane Kurosawa erano molto simili a quelle degli allievi dell’accademia militare giapponese: levata prima dell’alba, un’ora di marcia, lezione di kendo e preghiera al tempio shintoista di Hachiman; poi la scuola e una lezione privata di calligrafia.Insieme all’amico d’infanzia Keinosuke Uekusa, Akira Kurosawa frequenta la casa del maestro Tachikawa, che fa nascere in lui la passione per la pittura e la letteratura. Heigo Kurosawa, il fratello maggiore, è una persona straordinariamente colta e anticonformista che si guadagna da vivere facendo il ‘benshi’, il commentatore di film muti; è lui che introduce Akira alla letteratura russa e al cinema, compensando e completando l’educazione militare voluta dal padre. A diciotto anni, Akira Kurosawa termina le scuole superiori, senza avere ottenuto il diploma di formazione militare. Il padre è dispiaciuto, ma pensa che Akira dovrebbe proseguire gli studi alla Scuola di Belle Arti, assecondando le proprie attitudini. Il figlio però, non è interessato ad una formazione accademica, e va vivere con il fratello Heigo, in un quartiere popolare di Tokyo. Nel 1929, Kurosawa e l’amico Uekusa entrano nella Lega degli Artisti Proletari, un movimento clandestino di ispirazione marxista dal quale il regista si allontanerà molti anni più tardi, non condividendo più la visione materialista del gruppo. Nel 1933, arrivano in Giappone i primi film sonori, che in poco tempo lasciano i ‘benshi’ senza lavoro. Heigo diventa uno dei leader della rivolta dei ‘benshi’, ma la lotta fallisce e il fratello di Akira, deluso e depresso, si toglie la vita. Un altro fratello muore poco tempo dopo, e Akira è costretto a cercare con urgenza un lavoro per non pesare sulla famiglia. Dopo aver illustrato romanzi rosa e libri di cucina, Kurosawa risponde ad un annuncio degli studios Photo Chemical Laboratory, pubblicato su un quotidiano. Uno degli esaminatori, il regista Kajiro Yamamoto, è colpito dalla cultura del ragazzo, e lo fa entrare nel suo gruppo. A partire dal 1936, Akira Kurosawa lavora come assistente di Yamamoto, di Mikio Naruse, e di diversi altri registi. Nel 1941 dirige alcune scene del film Il cavallo (Uma), e s’innamora perdutamente della protagonista del film: Hideko Takamine. Due anni dopo, Kurosawa dirige il suo primo film, Sugata Sanshiro (1943). Il 21 maggio del 1945, il regista giapponese sposa l’attrice Yôko Yaguchi, che sarà la sua compagna per quarant’anni.Nel dopoguerra, Kurosawa gira film come L’angelo ubriaco (1948), con Takashi Shimura e Toshiro Mifune, e Cane randagio (1949). Nel 1951, Rashomon (1950) vince il Leone d’oro a Venezia. Dopo Vivere (1952), Akira Kurosawa realizza un altro dei suoi capolavori: I sette samurai (1954). Poi, il regista dirige Il trono di sangue (1957), Macbeth trasportato nel Giappone del XVI secolo, e molti anni dopo realizzerà Ran (1985), ispirato al Re Lear di Shakespeare. Nel 1990 riceve l’Oscar speciale ad honorem; torna sul set per dirigere Sogni (1990), Rapsodia in agosto (1991), e Madadayo ‘ Il compleanno (1993). Akira Kurosawa muore a Setagaya (Tokyo), il 6 settembre 1998.

Sorgente: Akira Kurosawa. Biografia e filmografia – Trovacinema

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