Le zanzare sono un’incognita perfino in Paesi ricchi di paludi, come la Florida: “si spostano insieme ai viaggiatori e mutano continuamente”, ha detto all’ANSA la virologa Ilaria Capua, che nel 2016 ha lasciato l’Italia per gli Stati Uniti, dove proprio in Florida dirige il Centro di eccellenza dell’Università dedicato alla ‘One Health’, che unifica i temi della salute umana, animale e ambientale. Si dice “molto sorpresa” dal caso della bambina italiana morta per la malaria: “è un caso eccezionale e che fa riflettere”, ha osservato. Sicuramente, a livello più generale, si aprono molti interrogativi. La malaria è infatti solo la più nota delle malattie trasmesse dalle zanzare. La chikungunya, per esempio, era quasi una sconosciuta quando nel 2007 è comparsa in Italia, probabilmente importata, colpendo in Emilia Romagna con 197 casi sospetti e 166 accertati. Poco nota anche la dengue, della quale il caso più recente è avvenuto in luglio a Trento, in una persona rientrata da un viaggio nel Sud-Est asiatico. Zika è forse l’infezione che spaventa di più, dopo l’epidemia esplosa nel 2016 in Brasile, ma in Italia non è arrivata.”Le malattie da vettori sono un problema di cui occuparci in modo sempre più attento: sapere che una specie di zanzara trasmette una certa infezione, soprattutto se nuova, non esclude che ci siano altri vettori competenti”, ha osservato Capua. “Ad esempio, ha aggiunto, “per il virus Zika si conoscevano alcuni vettori, ma restano punti interrogativi sulla zanzara tigre”.E’ uno scenario nuovo con il quale, per la virologa, bisogna fare i conti: “i cambiamenti climatici e con gli spostamenti sempre più massicci in tutto il mondo aumentano la probabilità della diffusione di queste malattie ovunque, naturalmente anche in Italia”. Se da un lato è noto che il vettore della malaria è la zanzara Anopheles, le zanzare del genere Aedes veicolano Zika, chikungunya e dengue. “Bisogna considerare però – ha rilevato la virologa – che le zanzare si evolvono e che alcune di esse non sono state ancora caratterizzate. Ad esempio in Florida il 30% delle nuove subspecie di zanzare non è stato classificato e identificato in modo appropriato come vettore di malattia. Possiamo anche dire – ha aggiunto – che la popolazione zanzare che infetta una determinata area è in evoluzione, sia come varianti e sottospecie introdotte sia come capacità di trasmettere malattie”. Le possibili contromisure? “Alcune possiamo implementarle cercando di evitare che zanzare non infettino le case e, a livello di servizi pubblici, provvedere con le disinfestazioni. Bisogna inoltre considerare quanto rigido sarà l’inverno: più è freddo, più le popolazioni di zanzare subiscono un abbattimento, come è avvenuto in Italia per la chikungunya”. Bisogna poi considerare il rischio che un viaggiatore infetto possa far partire un ciclo autoctono se punto da un vettore competente e in casi come questi, ha concluso, “è fondamentale la diagnosi precoce perché arrivare quando un ciclo è partito rende tutto molto più difficile”.

Sorgente: Malaria, l’incognita delle zanzare che mutano e viaggiano – Biotech – ANSA.it

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