Nell’estate delle spese folli e dei record, sembra essere stato smarrito il contatto con la realtà. Abbiamo paragonato gli stipendi di tre ventenni iper valutati a quelli di chi 10 e 20 anni fa, pur essendo giovane, aveva già una certa considerazione internazionale.Nella vita reale non capita praticamente a nessuno. In nessun ambito. Lavorare molto bene per un anno e poi vedersi quintuplicato o decuplicato lo stipendio. E in verità non accade così frequentemente nemmeno negli altri sport. Nel calcio, al contrario, questa prassi ha ormai preso una piega tanto illogica quanto inevitabile. Disputare una buona stagione, avere la carta d’identità dalla propria parte, vantare un buon procuratore e allettare l’interesse di alcuni club, pronti a spendere cifre esorbitanti pur di alzare il livello della propria rosa. E il gioco, al rialzo, è fatto. Per “blindare” un proprio giocatore o, all’opposto, strapparlo alla concorrenza, il primo passo è quello di alzargli lo stipendio. Può avere senso se si tratta di giocatori con comprovata esperienza internazionale o con un “pedigree” di tutto rispetto alle spalle. Meno se capita a chi, ad esempio, in Champions League non ci ha ancora giocato o non è ancora nemmeno titolare nella propria Nazionale.

Il PSG, proprio nel finale di mercato, dopo essersi regalato Neymar (che per inciso incassa di stipendio 30 milioni di euro a stagione), ha puntato tutto su Kylian Mbappé. Il talentuosissimo francesino, classe 1998, verrà pagato al Monaco 180 milioni di euro ed è stato letteralmente ricoperto d’oro: 18 milioni di euro l’anno, lui che aveva già ricevuto un rinnovo di contratto da un milione di euro dai monegaschi nel corso della passata stagione. Otto presenze e cinque gol in Champions, sei presenze e un gol in Nazionale. Eppure già più ricco di tanti giocatori che hanno dimostrato sul campo più di lui. Ousmane Dembelé (classe 1997) dal Barcellona percepirà 12 milioni l’anno, mentre nella telenovela estiva con il Milan Gianluigi Donnarumma è riuscito a ottenere un rinnovo da sei milioni di euro l’anno. Lui che è nato nel 1999 e che da poco ha compiuto 18 anni. Lionel Messi a 20 anni 4,5 Ronaldo a 21 anni 3,2; 10 anni fa Messi guadagnava 4,5 milioni, CR7 “solo” 5

Le cifre elencate precedentemente, possono essere analizzate meglio se paragonate a quelle di soli 10 anni fa. Lionel Messi , classe 1987, all’inizio della stagione 2007/08 (20 anni da poco compiuti), firmava il suo terzo rinnovo contrattuale con il Barcellona, con clausola da 150 milioni di euro. Il suo ingaggio si aggirava sui 4,5 milioni di euro, facendolo risultare l’under 21 più pagato. Poteva già vantare oltre 60 presenze e 20 reti con la prima squadra blaugrana e una ventiina di presenze con la Nazionale argentina, con cui aveva disputato il Mondiale 2006. Cristiano Ronaldo, che segnerà poi nella finale di Champions con lo United del 2008 (poi vinta ai rigori contro il Chelsea), prima dell’inizio della stagione 2007/08 percepiva 5,3 milioni di euro dai Red Deviils. Cifre sicuramente già alte, ma comunque inferiori ad almeno 20 top player dell’epoca (da Kaká a Ronaldinho, da Ballack a Drogba, da Casillas a Cannavaro). Mbappè già oggi è nella top-10 degli ingaggi tra i calciatori a livello mondiale, Donnarumma é il secondo italiano più pagato dopo Bonucci. Qualcosa non quadra.Ronaldo (Inter 1998)ImagoRonaldo, all’Inter nel 1997 un ingaggio da reA 20 anni (21 li avrebbe compiuti a settembre) nell’estate del 1997, Ronaldo arrivò in Italia. L’Inter se lo assicurò, offrendogli subito un ingaggio da circa 6 miliardi di lire (130 milioni di lire a presenza). Uno stipendio altissimo per l’epoca (Baggio ad esempio ne guadagnava circa 3 di miliardi di lire ed era ancora al top della carriera), giustificato dalle palesi potenzialità del “fenomeno”, ma comunque non paragonabile alle follie contemporanee. E Ronaldo era uno e unico. Non capitava ad ogni ventenne di avere un ingaggio così remunerativo. A maggior ragione, quindi, un privilegio per Mbappè e soci, ma al tempo stesso una incontestabile esagerazione. La forzatura di un processo che non è più graduale, ma immediato, esasperato e frettoloso. Una guerra al rialzo, al ritocco, al rinnovo che, oltre ad inorridire tifosi e appassionati, in primis (e lo insegna la storia recente) nuoce proprio ai diretti interessati. Troppo spesso incapaci di gestirsi nel lungo periodo.

Sorgente: Facciamo i conti: da Mbappè a Donnarumma, gli ingaggi esagerati di ventenni privilegiati – Serie A 2017-2018 – Calcio – Eurosport

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