Da Singapore ad Abu Dhabi, un Mondiale sprint in sette gare. Proviamo a capire come Ferrari e Mercedes potrebbero adattarsi ai circuiti.Vettel-Hamilton, la sfida entra nel vivo. Separati da sole tre lunghezze, con l’inglese tornato davanti dopo la prepotente doppietta Spa-Monza, i due ripartono da Singapore per una sorta di Mondiale sprint da sette gare, dopo tredici tappe in cui i picchi prestazionali dell’inglese e la costanza di risultati del tedesco hanno decretato una sostanziale parità. Una sfida finalmente appassionante sul piano tecnico, iconografico e anche umano, visto l’abisso fra i caratteri e gli stili di vita di Lewis e Seb. Ma tecnicamente la sfida passa anche e soprattutto attraverso le macchine, Ferrari e Mercedes, e le caratteristiche dei circuiti delle ultime sette tappe.Proviamo dunque ad ipotizzare – senza riferimenti certi e per gioco, come è ovvio che sia – cosa potrà accadere da Singapore ad Abu Dhabi, in base al layout dei tracciati e alle peculiarità delle due vetture. Con una serie di naturali avvertenze: quest’anno più che mai, i pronostici sono rimasti spesso e volentieri sulla carta. Tolte Silverstone e Monza (e in parte Montreal e Baku), chiaramente Mercedes, e Monaco e Budapest, decisamente Ferrari, nelle altre gare sarebbe sempre potuta finire con qualunque risultato. E lo stesso potrà accadere nelle prossime. Altra incognita è il meteo; soprattutto in Asia, caldo e possibilità di pioggia saranno dei fattori. Uno scroscio in Malesia può rovesciare una qualifica o una gara in pochi minuti. Inoltre facciamo i conti senza l’oste, in questo caso lo sviluppo, che proseguirà anche nelle prossime settimane e che potrebbe ancora spostare parecchio. La Ferrari può (e deve, dopo Monza) trovare potenza per l’ultimo motore da omologare, Mercedes li ha già omologati tutti, ma con l’ultimo esemplare pare abbia una quarantina di cavalli di vantaggio, nonché maggiore margine di crescita sul telaio grazie al passo lungo. E conserva un vantaggio in qualifica che può risultare decisivo anche in gara. Il Mondiale, oltre che la domenica, si vincerà anche e soprattutto in fabbrica e il sabato in qualifica. E’ lì che la Ferrari è chiamata al colpo di reni invocato da Marchionne.Marina Bay (Gp Singapore, 17 settembre): Ferrari 65% – Mercedes 35%Formel 1 – Marina Bay City Circuit, Grand Prix of SingaporeEurosportSe Monza era l’ultima pista davvero Mercedes, Singapore è l’ultima davvero Ferrari. Nello stretto l’agilità e la trazione della SF70-H si esaltano, e Vettel è a suo agio sul tortuoso tracciato da nemmeno 160 kmh di media (nel 2016). Attenzione anche alla Red Bull, che su circuiti come questo potrebbe fare da ago della bilancia. Una cosa è certa: se a Singapore la Ferrari non sarà davanti alle Frecce d’Argento, il Mondiale prenderà decisamente la strada per Stoccarda.Sepang (Gp Malesia, 1 ottobre): Ferrari 55% – Mercedes 45%Rosberg (Mercedes) – GP of Malaysia 2016Daimler AGVero che a Sepang ci sono due dritti importanti per i cavalli Mercedes, ma l’asfalto scivoloso e la parte mista potrebbero arridere alle rosse, soprattutto se farà molto caldo. Anche lo storico recente, di Vettel e di Alonso prima di lui, dice che è una pista su cui la Ferrari è andata spesso forte, anche in stagioni non brillantissime. Il meteo è un’incognita come da nessun’altra parte, occorrerà non sbagliare nulla anche al muretto.Suzuka (Gp Giappone, 8 ottobre): Ferrari 45% – Mercedes 55%Suzuka CircuitEurosportDopo Singapore e Malesia si va a Suzuka, dove il passo corto Ferrari potrebbe fare la differenza soprattutto nella prima parte. Ma qui, unico tracciato a 8 del Mondiale, contano tanto anche e soprattutto velocità ed efficienza aerodinamica nelle curve veloci, di cui la Mercedes abbonda. Anche in Giappone il meteo può influire parecchio. Leggero margine di vantaggio alla Mercedes.Austin (Gp Stati Uniti, 22 ottobre): Ferrari 45% – Mercedes 55%Die kritische Kurve 1 beim Großen Preis von Austin, USA. ImagoAnche negli Usa la W08 sembra partire coi vantaggi del pronostico. Non perché manchi il misto, quanto perché due dritti molto impegnativi potrebbero spostare parecchio, e lo storico recente vede la Mercedes adattarsi a meraviglia al bellissimo saliscendi texano ed alle curve veloci della prima parte del tracciato. Progettato – uno dei pochi ben riusciti – sotto la supervisione di Hermann Tilke.Città del Messico (Gp Messico 29 ottobre): Ferrari 45% – Mercedes 55%Nico Rosberg (Mercedes) – GP of Mexico 2015Daimler AGVero che la zona dello stadio di baseball e la parte centrale ‘chiamano’ la SF70-H, ma quel rettilineo infinito sul traguardo e l’allungo dopo la prima variante ricordano troppo Baku per non dare un legittimo vantaggio alla Mercedes, anche se nel suo complesso il tracciato è differente da quello azero. Hamilton ci ha vinto bene l’anno scorso, ci sta anche qui un vantaggio

Sorgente: Vettel-Hamilton, la sfida: chi è favorito nelle ultime sette gare, pista per pista – Formula 1 – Eurosport

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