L’argentino parte fortissimo, ma poi sale anche Nadal e da lì è show di Rafa. Termina 4-6, 6-0, 6-3, 6-2 a favore del maiorchino che centra così la quarta finale qui allo US Open, la terza in questo magico 2017: non riusciva in un’impresa del genere dal lontano 2011. In finale domenica contro Kevin Anderson Nadal andrà alla caccia del titolo slam numero 16.

Anche i miracoli hanno un limite. E quel limite, nella storia del tennis, solitamente ha un nome: Rafael Nadal. La favola di Juan Martin Del Potro – perché vi piaccia o no, ancora una volta, di favola si è trattato – conosce la sua fine di fronte al “mostro tennistico” per eccellenza, all’avversario che, quando in forma, non si fa certo emozionare da tanto cuore, parecchio tifo e qualche bordata dal fondo.

E’ sempre stato questo Rafael Nadal e lo è certamente stato quest’anno, in un 2017 in cui comunque vada a finire vanta: 3 finali slam su 4 (non gli accadeva dal 2011); il dominio totale o quasi sulla terra rossa (vinti tutti i tornei Roma esclusa); e il ritorno alla posizione di numero 1 del tennis mondiale. Se poco vi pare, voltate pure pagina e passate ad altro.

Una ricetta straordinaria quella di Nadal, che ancora una volta in campo ha impressionato per lucidità delle scelte, capacità di alzare il rendimento una volta percepito il pericolo e soprattutto tennis. Tanto tennis. Tennis in recuperi difensivi degni del miglior Rafa; tennis nel rendimento al servizio che stasera ha ricordato quello della magica estate 2013, quando centrò il trittico Canada-Cincinnati-US Open. Tennis potente, profondo e incontenibile per un Del Potro che, capita l’antifona dal primo game del secondo set, si è quasi demoralizzato, probabilmente consapevole che la sua macchina fosse già lanciata a tutta velocità… Mentre quella dell’avversario avesse ancora un paio di marce da scalare.

Questa, in linea di massima, la trama di una partita che tale è stata solo nel primo, dove Del Potro ha servito a tutta – come nel 1° e nel 4° set con Federer – e dove soprattutto ha tenuto un grande livello con il rovescio, colpo debole cercato con insistenza da Rafa.

Rafael Nadal

Rafael NadalGetty Images

Scappato dunque il set con un break che Del Potro ha portato fino al 6-4, Nadal ha operato due cambi nella sua interpretazione della partita. Il primo in un più naturale andamento dello scambio, senza ricercare ossessivamente il rovescio dell’argentino (che evidentemente si era preparato a questo tipo di situazione e che aveva reso il tennis di Rafa eccessivamente prevedibile); e il secondo – ancor più importante – nell’arretramento di mezzo metro dalla linea di fondo, per chiedere a sé stesso uno sforzo fisico maggiore in fase difensiva.

Un sacrificio che ha da subito pagato, perché i miracolosi prodigi di Rafa sulle bordate di Del Potro obbligavano l’argentino a giocare sempre il colpo in più. Giocata che alla lunga ha iniziato a far sbagliare – e non poco – il buon Juan Martin.

Da lì è stato quasi un monologo, con Palito demoralizzato nello spirito e nel punteggio: 9 game consecutivi Nadal per un 6-0, 3-0 Rafa (e ulteriore palla break) che solo sull’orlo del baratro hanno rimesso in partita, per lo meno nell’andamento del punteggio, il povero Del Potro.

Un rientro comunque solo illusorio. Lo spazio dei miracoli dell’argentino infatti si era consumato probabilmente con la vittoria del primo set, anche perché – nuovamente – un Nadal nel finale di match molto aggressivo e in pieno comando dello scambio è andato a prendersi il break già nel terzo game, scrivendo la parola fine alla competizione e prendendosi la finale slam numero 23 della carriera, la quarta qui allo US Open dopo quelle del 2010 (vinta), 2011 (persa) e 2013 (vinta).

Riuscirà il “miracolato” Kevin Anderson a cambiare la trama di un finale già scritto? I precedenti – 4-0 Rafa – dicono di no. Il tennis visto in questa ultima settimana? Ancor meno. Ad Anderson non resta dunque che attendere il miracolo. Consapevole che, contro Rafa, spazio per interventi divini, come detto, ce n’è sempre ben poco… In bocca al lupo.

Sorgente: La benzina di Del Potro dura un solo set, poi è Nadal-show: Rafa in finale! – US Open 2016 – Tennis – Eurosport

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