Se il futuro di Snapchat sarà roseo dipenderà, tra le altre cose, dal talento di un giovane italiano. La app di messaggistica istantanea creata da Evan Spiegel non se la passa molto bene. Anche se entro quest’anno batterà Instagram e Facebook per numero di utenti nelle fasce 12-17 e 18-24 anni, l’azienda del fantasmino ha chiuso il trimestre aprile-giugno con un rosso di 443 milioni di dollari.

Da qualche mese ha dato avvio a una “campagna acquisti” di siti, app e software a lei riconducibili per migliorare il proprio posizionamento sul mercato. E il 28enne Rafael Alberto Patron Sanguineti l’ha letteralmente conquistata con la cessione di un algoritmo creato ad hoc in grado di fidelizzare gli utenti dell’applicazione e, perché no, di attrarne altri.

Patron, doppia origine italiana e peruviana, cresciuto a Lavagna (Genova) si definisce “il più classico dei super-nerd: a 12 anni smontavo e montavo computer e a 13 costruivo i primi siti col linguaggio html”. Da allora la sua passione per l’hardware si è spostata al software e alla programmazione. Poi al marketing. Il passo successivo è stato unire le due cose. La sua oggi è una figura professionale nuova e richiestissima: growth hacker, cioè specialista di marketing digitale, esperto di SEO e SEM (visibilità dei siti sui motori di ricerca) e, in generale, di “soluzioni web” legate al mondo delle aziende e delle vendite. “Quando spiego cosa faccio la gente si annoia o non capisce – scherza – o entrambe le cose. È incredibile che Snapchat sia venuta a cercare il più sfigato di Chiavari che, pur essendo un bel posto, non è che sia una metropoli”.

In realtà Patron, nonostante la giovane età, ha già un curriculum da fare invidia: laurea in Economia aziendale e Gestione d’impresa, un master allo Ied (Istituto europeo di design) di Milano, dove tuttora insegna al corso di specializzazione in Evolution marketing e Social media e uno stage in Google a San Francisco.

Nel 2012 fonda il suo studio di consulenza e collabora con Colussi, Unieuro, Unogas Energia e con la Virtus Entella, la squadra di calcio di Chiavari che milita in serie B. “Quando non sono in auto tra Milano, Genova e Bologna per le varie consulenze – spiega – passo 13-14 ore davanti al computer. Ho la mia postazione di coworking nella sede di Wylab, a Chiavari”. Il contatto con Snapchat nasce dalla sua passione per tutto ciò che è “nuovo e che potenzialmente ha margini di sviluppo sul fronte del marketing. Appena è stata lanciata, ho registrato domini collegati all’applicazione, poi forum, community e siti. A dicembre sono stati loro a notarmi e a contattarmi. Mi avevano offerto 5mila dollari per il dominio che avevo sviluppato”. Ma a quel punto Patron rilancia e propone loro il suo algoritmo capace di modificare la “reputazione” all’interno della piattaforma e di incrementare i follower. “La trattativa, alla fine, è durata otto mesi. Gli strumenti che ho creato serviranno per migliorare la qualità e la distribuzione dei contenuti per gli utenti della app. E correggeranno qualche bug”. Risultato: vendita dell’algoritmo a una cifra 20-30 volte superiore a quella per il dominio. 

“Snapchat partì fortissimo con le stories – ragiona Patron – quando poi Spiegel rifiutò l’offerta di acquisizione da 3 miliardi di dollari da parte di Facebook, Zuckerberg iniziò a inserire  le stories su Instagram e in un secondo momento su Facebook. Così Snapchat ha perso terreno. Credo che la direzione che intraprenderà sia quella di avvicinarsi al social di Zuckerberg”.

Un consiglio ai giovani per avere successo? “La cosa principale è seguire la propria passione. Poi sperimentare, sbagliare e riprovare, il tutto senza guardare al ritorno economico. Quello viene alla fine”.

Chiuso il capitolo Snapchat, si guarda avanti. “Nel mio lavoro bisogna essere pronti al cambiamento, a ciò che sarà il trend del futuro. Guardo con interesse la domotica, l’internet delle cose e i visori per la realtà aumentata e cerco di capire come si possano sviluppare dal punto di vista del marketing”.

Sorgente: Snapchat è anche un po’ made in Italy: ha comprato un algoritmo da questo super-nerd 28enne di Lavagna – Business Insider Italia

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