Alla ricerca del tempo perduto, Alberto Contador saluta la sua prima vita dalla cima dell’Angliru. Ora che il sorriso splende tra i segni della fatica, che il suo cuore si placa tra i nuovi vincitori, che le gambe degustano l’inedito riposo. Il Campéon, nato a Madrid, torna a casa avvolto dalle strade del suo regno: oggi la sua storia sportiva è una magnifica oeuvre cathédrale.

Alla ricerca del tempo perduto, Alberto Contador saluta la sua prima vita dalla cima dell’Angliru. Ora che il sorriso splende tra i segni della fatica, che il suo cuore si placa trai i nuovi vincitori, che le gambe degustano l’inedito riposo. Il Campéon, nato a Madrid, torna a casa avvolto dalle strade del suo regno

Il suo ultimo sparo è stato una fiamma rossa di magnifica passione: dal primo metro al traguardo del mostro, danzando su pendenze assolute, abitando il cielo plumbeo dalla vetta delle Asturie. Contador torna a casa celebrato dai viali della città reale, nobile come il suo ciclismo, e leggero sul manubrio alza gli occhi per guardare l’Almudena. Oggi che la sua storia sportiva si sublima L’oeuvre cathédrale.Alla ricerca del tempo perduto, Alberto Contador ha attaccato ogni volta che ha sentito la strada alzarsi sotto i suoi pedali da mercurio. Due volte vincitore del Giro d’Italia e del Tour de France, tre volte campione della Vuelta a España, il Campéon ha scelto i giorni dell’addio per gettare il suo cuore ed elevarsi nel mito.Cercava l’impresa per cancellare le cadute, i lividi, le cicatrici. Per sedare un remoto dolore che da oggi sarà infinitesimale, come allora fu l’odiosa causa scatenante. Sì perché tre potevano essere anche i suoi Giri e i suoi Tour, eppure Contador ha rovesciato l’onta della squalifica in una strada d’amore, trasformando il campione inumano in un prode romantico.Alla ricerca del tempo perduto e al tramonto di un’estate ch’era di Bolt, il Campéon ha ballato l’ultimo tango a Parigi e s’è alzato sui pedali alla maniera dei grimpeur. Magnifico scattista, di lui ci mancherà la bellezza del gesto e l’idea della creazione. Contador che del ciclismo è stato un grande umanista e sull’ultima salita ha battuto il gigante: il suo récit d’ascension sarà il simbolo dell’arte classica che si svela d’incanto, l’amore pensato, l’ultima poesia, l’estrema obiezione alla regola della scienza esatta.Vuelta a España 2012, Alberto Contador a Fuente DeGetty ImagesAlla ricerca del tempo perduto e nei giorni della Vuelta, rivediamo l’impresa di Fuente De o l’invenzione di Formigal: capolavori di un ciclismo da domani più povero, residui sensoriali, come l’ultimo Giro di Nibali, tra corse vinte in difesa e a cronometro. Ci mancherà Contador come ci è mancato il nostro Magro (Riccardo Magrini), che non ha potuto urlare per l’ultima magia del suo Albertino, ma tornerà presto per spingere su Vincenzo e tutta quella materia di fede gentilizia.Alla ricerca del tempo perduto e sulla strada dei ricordi, ripensiamo a quei giorni di due anni fa da inviati al Giro d’Italia: alle parole confidenziali sul lungomare di Sanremo, a quelle che ci disse in maglia rosa sul Mortirolo dove, con una specie d’incredibile cronoscalata, rimontò di grazia tutti i suoi rivali, sfilandoli sui tornanti del gigante:” Queste sono le imprese di cui si ricordano le persone, ma non paragonatemi a Marco o mi verranno i brividi.”Giro d’Italia 2015, Alberto Contador in maglia rosaGetty ImagesEppure, ieri come allora, è stata una delle cose più belle mai viste sui pedali. Eppure ci sembrava Pantani e oggi ci saluta elegante, così splendente, così cortese. Si alza il sipario. Una piazza in Spagna. A destra una locanda. A sinistra, la casa della bella Dulcinée. Calca, grande movimento, danze, brindisi. Acclamazioni della folla. Ciao Alberto, amor y ritmo que viva el Campéon.

Sorgente: Adios Contador: del ciclismo campione senza tempo, dall’Angliru una lunga storia d’amore – Vuelta di Spagna 2017 – Ciclismo – Eurosport