La pax navale tra Italia e Francia sulla vicenda Stx-Fincantieri si avvicina. Il palcoscenico è pronto: Lione, 27 settembre, data del vertice tra il presidente francese Emmanuel Macron e il premier italiano Paolo Gentiloni. I particolari dell’accordo, che sancirà la fine di una disputa durata otto mesi, sono ancora da definire, ma lo schema, secondo quanto riferiscono fonti vicine al dossier, è pronto ed è stato discusso nel corso dell’incontro che si è tenuto al Tesoro tra il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, il padrone di casa Pier Carlo Padoan e il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. La pace passa per un accordo a tre tra Fincantieri, Stx e Naval Group, che darà vita a un colosso dove troverà posto anche il settore militare: aumenterà il business e cresceranno gli interessi, non solo economici, per l’Italia. E se la torta si fa più grande e soprattutto più ghiotta, il pomo della discordia, cioè il controllo dei cantieri di Saint-Nazaire, di fatto si annulla.In chiaro ci sono le dichiarazioni, intrise di ottimismo, che i ministri hanno affidato a Twitter al termine dell’incontro durato circa 50 minuti. Il primo è stato Le Maire, che ha accompagnato il suo cinguettio con i simboli delle bandiere francese e italiana, una accanto all’altra, icona grafica di quello che sarà l’accordo finale: “Riunione costruttiva a Roma sul dossier Stx. Il nostro obiettivo comune: un accordo tra la Francia e l’Italia per il vertice del 27 settembre”, ha scritto il ministro.Poi Padoan e Calenda, con il titolare del Mef che ha parlato di “incontro costruttivo” e di “passi avanti” per un’intesa al vertice di Lione, e il ministro dello Sviluppo economico che ha usato l’aggettivo “utile”, proiettando il lavoro da fare al 27 settembre. Stessa foto per Le Maire e Padoan, scatto leggermente diverso per Calenda, ma l’immagine è identica: il tavolo della riunione, visi rilassati, sguardi sorridenti.Una diapositiva dai toni completamente diversi rispetto a quella del primo agosto, quando Le Maire si era recato a Roma per placare l’ira del governo italiano, scaturita dalla decisione di Macron di nazionalizzare i cantieri di Saint-Nazaire, facendo saltare l’accordo, siglato il 6 aprile tra Roma e Parigi, che conferiva a Fincantieri una quota di Stx pari al 48,7%, più un altro 6% detenuto dalla Fondazione Cr Trieste. In quell’occasione, Le Maire aveva proposto uno schema con un azionariato a metà, ma Padoan aveva respinto la proposta. Nel comunicato congiunto, diffuso al termine dell’incontro, si era lasciato aperto uno spiraglio, con i due governi pronti a sottolineare “la comune volontà di superare le differenze sull’equilibrio nella struttura del capitale di Stx”.Uno spiraglio che, come anticipato da Huffpost, aveva come base d’appoggio l’ipotesi di un accordo sul modello Airbus, nato nel 1970 da un’intesa tra Francia e Germania, poi estesa ad altri Paesi, con l’obiettivo di creare un consorzio europeo di costruttori di aerei. Quell’ipotesi, sempre secondo quanto riferiscono fonti vicine al dossier, è stata al centro del lavoro portato avanti dalle diplomazie di Roma e Parigi nelle scorse settimane.Poi è arrivato l’annuncio di Le Maire al Forum Ambrosetti di Cernobbio, meno di dieci giorni fa: un’offerta “migliorativa” all’Italia, rispetto allo schema del 50-50, condito da una dichiarazione di massima apertura (“È possibile trovare il compromesso, che può essere l’inizio di una bella storia tra i due Paesi”).L’annuncio si è concretizzato oggi. Come si è rafforzata l’ipotesi del modello Airbus fino ad arrivare al punto di tranquillizzare il governo italiano, che ha posto come imprescindibile il controllo maggioritario dei cantieri di Saint-Nazaire da parte di Fincantieri? Le stesse fonti spiegano che l’offerta migliorativa, proposta da Parigi, prevede la creazione di un unico polo italo-francese che include Fincantieri, Stx e Naval Group. “Sarà un’alleanza a tutto campo, che includerà il settore strategico del militare, un settore che è importante per l’Italia dato che la Francia è la prima industria europea nel settore della difesa”, sottolinea una fonte.Il nodo del controllo dei cantieri di Saint-Nazaire verrebbe superato allargando il perimetro dell’accordo tra Francia e Italia. Secondo l’ipotesi al momento più accreditata, l’azionariato del colosso Fincantieri-Stx-Naval Group verrà diviso equamente tra le tre società. Attraverso un meccanismo di società controllate, ognuna dedicata ai diversi settori (dalle navi da crociera a quelle militari) che faranno parte dell’accordo, il perimetro della gestione italiana dovrebbe risultare più ampio rispetto a quello francese a livello operativo. Un compromesso che metterebbe d’accordo i due governi nel nome di un interesse più grande. Per la Francia, infatti, il know-how e la posizione da leader mondiale di Fincantieri nel settore della costruzione di navi da crociera, rappresentano affari d’oro.

Sorgente: Parigi gioca la carta militare per la pace navale