La procura dello Stato spagnolo ha dichiarato indagati i circa 700 sindaci catalani, su 948, che si sono schierati per il referendum di autodeterminazione del primo ottobre. Quelli che non si presenteranno in procura quando saranno convocati rischieranno l’arresto.”Se qualcuno ha intenzione di recarsi a un seggio, non lo faccia, perché non ci può essere un referendum e sarebbe un atto assolutamente illegale”. Il premier spagnolo Mariano Rajoy si è rivolto direttamente ai catalani sottolineando ancora che il governo di Madrid farà di tutto per impedire il referendum sull’indipendenza della Catalogna, privando gli organizzatori di tutti i mezzi materiali e umani di cui hanno bisogno affinché sia svolta la consultazione.Contro il referendum è sceso in campo anche re Felipe. “I diritti di tutti gli spagnoli saranno tutelati” ha detto, “di fronte a coloro che si situano al di fuori della legalità costituzionale”. Secondo Felipe di Borbone la costituzionale “prevarrà su qualsiasi attacco contro la convivenza e la democrazia”.Il ministero degli interni spagnolo da deciso di rinforzare il dispositivo di polizia dello stato in Catalogna in vista del referendum del primo ottobre. Mille agenti di Guardia Civil e polizia nazionale sono stati inviati in rinforzo ai seimila già dispiegati in Catalogna, riferisce El Periodico. Altri quattromila sono stati posti in riserva e possono essere trasferiti in 24 ore. La polizia catalana dei Mossos d’Esquadra dispone di 17mila agenti.I partiti indipendentisti che hanno la maggioranza assoluta nel Parlamento catalano daranno il via alla campagna per il ‘sì’ al referendum di autodeterminazione giovedì sera a Tarragona, con il presidente Carles Puigdemont e il vicepresidente Oriol Junqueras. I partiti ‘unionisti’ (Pp, Psoe e Ciudadanos) non intendono fare campagna per il ‘no’. Gli indipendentisti chiuderanno la campagna a Barcellona.Oggi la stretta annunciata dalla procura generale spagnola, che ha dato disposizione a tutte le procure provinciali della Catalogna di convocare in qualità di indagati, sotto minaccia di arresto, i sindaci dei comuni che appoggiano la preparazione e la tenuta referendum. I procuratori di ciascuna provincia dovranno “citare a comparire in qualità di indagati” centinaia di sindaci che si sono espressi in favore del referendum, secondo al circolare inviata alle varie procure. Se i sindaci non si presenteranno, la procura ne dovrà chiedere l’arresto ai Mossos d`esquadra, il corpo di polizia regionale catalano.Il capo dei Mossos Josep Lluis Trapero ha diffuso in una nota interna gli ordini ricevuti ieri dalla procura dello stato spagnolo, che prevedono fra l’altro di impedire il referendum del 1 ottobre e sequestrare urne e materiale elettorale. La nota, rileva la Vanguardia, non dà ordini specifici agli agenti su come applicare le direttive di Madrid. La polizia catalana dipende dal governo di Barcellona ma è anche agli ordini di Madrid quale polizia giudiziaria.

Sorgente: Catalogna ribelle. La procura di Madrid minaccia l’arresto per 700 sindaci pro-referendum