La prima volta che Marco Pezzoli è stato in Zambia era il 2009. Ha scelto di fare il servizio civile in Africa e, per 10 mesi, ha lavorato in una struttura per ragazzi disabili. Tornato in Italia ha preso un master in “Relazioni d’aiuto in contesti di povertà” e ha deciso di ripartire nel paese africano. Oggi dirige le sette gelaterie che, grazie al progetto “Gigibontà” della comunità papa Giovanni XXIII – meglio conosciuta come Apg23 – sono state aperte in Zambia.Un progetto, questo, che non punta solo a dare un’occupazione: lo scopo della comunità è, infatti, garantire ai ragazzi che lavorano nelle gelaterie una “casa”. “L’obiettivo principale delle gelaterie è quello di dare una nuova possibilità ai ragazzi con una storia difficile: alcuni sono orfani o provengono da situazioni familiari disagiate”, spiega Pezzoli. Il profitto resta fuori da Gigibontà: “I proventi (al netto dei materiali e degli stipendi) vanno a sostenere i nostri progetti”.GIANLUCA COLAGROSSIL’esperimento del gelato solidale è nato nel 2005 in Bolivia; negli anni successivi sono state aperte altre gelaterie in Zambia, Sierra Leone e Cile. Oggi sono 11 in tutto e danno lavoro a 170 persone: il 90% di loro proviene dai centri d’accoglienza della comunità, gli altri hanno comunque alle spalle una situazione di estremo disagio. Tra loro c’è Paul, che lavora nella gelateria di Ndola, in Gambia: “Quando ero in strada mangiavo poco o niente. Per sopravvivere facevo l’elemosina, piccoli lavori di fatica, oppure speravo nel buon cuore della gente. Se si trovava qualcosa bene, altrimenti… – racconta – A 14 anni ero orfano, vivevo già in strada da due e speravo ogni giorno che qualcuno mi tendesse una mano. Poi sono stato accolto dalla comunità. Ora, a 31 anni, mi sono appena sposato e quando penso al futuro dei miei figli so che andrà tutto bene”.Quello di Gigibontà non è solo un prodotto solidale, ma punta anche all’eccellenza: “Prodotti e alle materie prime che utilizziamo, otteniamo un gelato di ottima qualità – aggiunge Gianpiero Cofano, coordinatore del progetto, con orgoglio: – In Zambia, così come in Bolivia e in Cile, Tripadvisor ci identifica come il miglior gelato del luogo”.Il progetto sta dando i suoi frutti, ma la comunità non ha intenzione di fermarsi qui e punta ad aprire nuove gelaterie: “Abbiamo bisogno di nuovi fondi, utili ad avviarne di nuove”, conclude Cofano.

Sorgente: “Così li aiutiamo a casa loro”: la storia di GigiBontà, il gelato solidale in Africa e Sud America

Leave a Reply

Your email address will not be published.