Ha ammesso anche lui di aver avuto un rapporto sessuale con una delle due ragazze americane conosciute alla discoteca Flo’ nella notte fra il 6 e il 7 settembre scorso. Ma, come l’altro carabiniere di servizio al nucleo radiomobile di Firenze, Pietro Costa, 32 anni, siciliano, in Toscana da un paio d’anni, nega lo stupro. Sostiene che siano state le studentesse a invitarli a salire nella loro casa che si trova in centro storico, a due passi da via Tornabuoni. Il fatto è che i due carabinieri erano in servizio e in quella zona della città proprio non dovevano stare perché era di competenza della polizia. E i due, senza avvisare il 112, non solo hanno dato un passaggio sulla gazzella alle studentesse che – a detta degli stessi militari – non trovavano un taxi per tornare a casa, ma hanno contattato via radio la centrale soltanto per dire che si sarebbero fermati per un controllo. Le telecamere sistemate lungo la strada raccontano che i militari hanno sostato nella strada delle ragazze per una ventina di minuti: il tempo di consumare un rapporto sessuale e allontanarsi in fretta. Occhiaie e volto teso, Costa ieri si è presentato con il suo legale, Andrea Gallori, in procura. Tre ore di interrogatorio davanti al pm Ornella Galeotti e al procuratore aggiunto Rodrigo Merlo. Il militare ha raccontato la sua verità, non negando di aver avuto un rapporto sessuale, ma respingendo lo stupro. In alcuni frangenti è scoppiato in lacrime. “Non ho mai pensato di fare violenza” avrebbe detto. La stessa linea di difesa adottata da Marco Camuffo, 53 anni, di Vaiano (Prato), separato e padre di tre figli, da vent’anni nell’Arma, capo pattuglia.  Costa ha ammesso di aver sbagliato “ma sono pronto a pagare” ha spiegato. Intanto l’Arma li ha sospesi dal servizio. Sulla vicenda è intervenuta anche la ministra della difesa Roberta Pinotti spiegando che la sospensione non basta:  “Il fatto è di una gravità inaudita, lo è sempre la violenza carnale sulle donne, ma effettuato da persone che indossano la divisa è ancora più grave” ha detto la ministra aggiungendo: “Ho sperato che non fosse vero. È un dispiacere immenso che due persone dell’Arma dei Carabinieri possono avere fatto una cosa così”. Poi un invito: “Dobbiamo dare un messaggio di condanna ma anche un forte abbraccio all’Arma dei Carabinieri e a chi ogni giorno lavora per strada. Ho testimonianza ogni giorno di fatti eroici”.Le analisi. Secondi i risultati delle analisi, circa quattro ore dopo il rapporto sessuale coi due carabinieri entrambe le studentesse americane avevano ancora nell’organismo un rilevabile quantitativo di alcol, ingerito assumendo bevande alcoliche. Una quantità definita “sopra la norma” considerando come riferimento i 0,50 g/l base dei controlli stradali. E’ quanto emerge dai primi esiti medico-legali disponibili per la procura di Firenze nell’inchiesta che vede indagati i due carabinieri. In una ragazza gli esami del sangue hanno fatto trovare più alcol, in un’altra meno. Tuttavia, ha spiegato il procuratore Giuseppe Creazzo, questo primo riscontro non è sufficiente a stabilire quanto fossero ubriache e quindi consapevoli o meno dei rapporti. Serve, è stato ancora spiegato, aspettare la relazione di un consulente, già incaricato dalla procura, che dovrà stabilire, coi dati in suo possesso, il livello di ubriachezza risalente al momento del fatto. Ci vorrà qualche settimana. E’ accertato che una delle due ragazze aveva assunto sostanze stupefacenti (hashish o marijuana) ma va stabilito a quando risale l’assunzione, se nell’imminenza del rapporto sessuale con uno dei due carabinieri o nei giorni precedenti: per questo è in corso un esame tossicologico specifico. Inoltre la procura sembra orientata all’incidente probatorio, previsto alla presenza dei consulenti di tutte le parti, indagati e parti offese.

Sorgente: Firenze anche il secondo carabiniere ammette il rapporto ma nega lo stupro – Repubblica.it