Messi è Messi, Dybala è Dybala: due giocatori che non si possono paragonare. De Sciglio e Bentancur da rivedere, preoccupano i cali mentali della Juventus. Higuain, invece, a livello europeo continua a non convincere del tutto.

1) Juventus ridimensionata? Troppo presto per dirlo

Piano con le sentenze a settembre. Il 3-0 di Barcellona sicuramente accende delle lampadine e i segnali dopo la sconfitta del Camp Nou non sono sicuramente incoraggianti per i bianconeri. Però c’è tempo e modo per rifarsi e, soprattutto, per giocarsi questo tipo di partite con genete come KhediraMandzukicChielliniCuadrado e Marchisio. La Juventus, più che altro, deve riflettere sull’atteggiamento mentale: perché sia a Cardiff che in terra catalana questi crolli nei secondi tempi? Perché la squadra molla in questo modo? Sul 2-0 la partita non finisce. E se in Italia spesso la Juve ha mostrato di saper reagire, in Europa ha sempre faticato a tornare in partita. Problema principale da risolvere.

Massimiliano Allegri Juventus 2017

Massimiliano Allegri Juventus 2017LaPresse

2) De Sciglio e Bentancur da rivedere meglio

L’esterno tanto voluto da Allegri gioca una buona prima mezz’ora. Poi il colpo alla gamba gli toglie sicurezza e per poco non manda in gol Dembelè. Poi esce infortunato. La conferma è la solita: i mezzi ci sono, ma se si distrae e non usa la testa, rischia sempre di combinare fesserie. Va rivisto, magari in partite meno delicate. Perché se anche giochi bene per 89 minuti e al 90’ fai una sciocchezza, la genete si ricorderà sempre la sciocchezza. Bentancur ha buone doti tecniche, ma anche alcune pause dovute all’età. Diciamo che per entrambi non era la partita giusta per esordire da titolari. Andranno testati in altre gare.

3) Messi-Dybala, un paragone insostenibile

La forzatura giornalistica o prettamente “tuttosportiana” che ha spinto qualche tifoso bianconero a mettere sullo stesso livello Dybala e Messi pare finalmente crollata. Dybala è un grande giocatore, ha mezzi e qualità per diventare una superstar in futuro, ma ora non può nemmeno lontanamente essere messo sullo stesso piano di un fenomeno che da 10 anni viaggia a una media di un gol a partita, in campionato come in Champions League. Messi è Messi, Dybala è Dybala. La distanza fisiologica tra i due è ancora troppo evidente. Basta paragoni.

FC Barcelona

FC BarcelonaGetty Images

4) Mai dare per finito il Barcellona

L’addio di Neymar, gli arrivi di Paulinho e Dembelè, l’età che avanza per Iniesta, Messi, Piquèe compagnia. Il cambio tecnico inatteso e fomentatore di incertezze. Ernesto Valverde, dopo le scoppole in Supercoppa, ha rimesso in carreggiata il Barcellona. Primi turni della Liga e prime facili vittorie. Esordio in Champions perfetto. Il Barcellona è sempre il Barcellona. Una squadra che davanti ha Messi e Suarez, non può non essere considerata tra le più forti d’Europa.

5) Higuain: questo tipo di prestazioni europee iniziano ad essere troppe

Non giudichiamo i 90 milioni di euro pagati per averlo. Il problema è che quella del Camp Nou ormai è solo una delle tante prestazioni negative a livello europeo del Pipita. In Serie A fa la differenza anche correndo poco, ma in Europa certi tipi di marcature lo condizionano, limitandone l’efficacia. E attenzione all’atteggiamento: testa bassa e nessuna reazione. I leader si vedono soprattutto nei momenti di difficoltà. Serve un altro Gonzalo alla Juventus per puntare a Kiev. PS: quel dito medio alla sostituzione non è da grande giocatore.

Sorgente: Le 5 verità che ci ha lasciato Barcellona-Juventus – Champions League 2017-2018 – Calcio – Eurosport

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