In tempi di carestia di lavoro tutti si dovrebbero fiondare sulla prima offerta disponibile, e invece pare proprio che la voglia di lavorare non sia molto diffusa. A Monza, in via Boito, i titolari di un forno sono alla disperata ricerca di un panettiere da assumere, ma non riescono a trovarlo. “Potrà sembrare strano eppure oggi a Monza trovare un panettiere non è semplice. Quello che maggiormente ci rammarica è che gli stessi giovani usciti dalla scuola si stupiscono quando gli spieghiamo l’organizzazione del lavoro: si inizia alle 4 del mattino e in media si termina a mezzogiorno” spiegano Raffaella Pagani e il marito Massimo Tirabassi, i titolari.Eppure il mestiere del panettiere è noto proprio per i suoi orari non proprio convenzionali visto che di prima mattina pane e brioche sono pronte e calde, in attesa dei primi clienti.Di sicuro non è un lavoro semplice visti gli orari e l’attenzione che serve per portare a termine la lavorazione: “Si inizia alle 4 del mattino, bisogna sollevare i sacchi della farina, bisogna impastare, seguire la lievitazione, infornare e stare attenti alla fase di cottura, curare la produzione” affermano i titolari, eppure sembra che i giovani panettieri non siano disposti a rinunciare alle loro uscite notturne con gli amici e ai bagordi del sabato sera. Nessuno infatti vuole lavorare nel laboratorio del forno di Raffaella e Massimo.Come fanno sapere i titolari in molti, dopo il primo colloquio, rifiutano la proposta quando vengono a sapere degli orari di lavoro. Eppure negli ultimi anni, grazie alla meccanizzazione, la mole di lavoro del panettiere è notevolmente diminuita e gli orari più accessibili: “Una volta si cominciava anche prima, mio papà entrava in bottega a mezzanotte. Oggi invece la meccanizzazione ha aiutato parecchio” sostiene Raffaella, figlia di uno storico panettiere, sebbene la mano dell’uomo non sia diventata superflua, anzi.In ogni caso i due titolari non si arrendono e sono convinti che riusciranno a trovare un lavoratore serio e professionale da assumere nel loro laboratorio, che impieghi sacrificio, sudore e buon senso. D’altronde stiamo pur sempre parlando di un posto di lavoro. “Gli ingredienti fondamentali per fare questo lavoro sono innanzitutto volontà, umiltà e voglia di imparare e di lavorare” spiegano, “ben vengano anche persone che non hanno mai svolto questo lavoro, siamo ben lieti di insegnare loro la sacralità del forno e del pane.”

Sorgente: AAA Cercasi panettiere, ma nessuno vuole lavorare – Radio 105

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