L’Uefa ha inaugurato un campo di calcio nel campo profughi di Zaatari in Giordania, situato in un’area desertica vicina al confine con la Siria e che ospita circa 80.000 rifugiati. Il terreno di gioco darà la possibilità a migliaia di ragazzi di allenarsi e giocare al calcio. Ieri, 200 di loro, tra i 10 e i 13 anni di età, hanno partecipato all’inaugurazione che alla presenza del presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin e delle due stelle del calcio, l’ex campione Chistian Karembeu e la calciatrice svizzera Lara Dickenmann. “E’ meraviglioso – ha commentato Ceferin sul sito dell’Uefa – vedere come una cosa semplice come un campo di calcio possa portare così tanta gioia ai giovani. Il calcio riesce a ispirare, unire e anche insegnare ai bambini i valori della vita come il lavoro di squadra e il rispetto”.Il campo, regolamentare, è in erba sintetica ed è stato costruito grazie all’impegno della UEFA Foundation for Children, la Asian Football Development Project, la Federcalcio della Giodania e quella della Norvegia e la Lay, azienda tra gli sponsor della Champions League. Al campo di Zatari sono arrivati a maggio due camion container per portare il terreno di gioco in erba sintetica oltre ai materiali da costruzione e un trattore per la manutenzione futura del campo. In più dall’Olanda sono arrivate le porte e le bandierine dei calci d’angolo. “Un progetto bellissimo – ha detto Dickenmann – il campo è grande, sarà un ambiente sicuro per i bambini in cui giocare. E’ stato molto bello giocare a calcio con loro oggi e vedere i loro occhi brillare” Il campo, insieme alla casa dello sport che l’Uefa ha edificato nel 2016, sono diventati il centro della vita sportiva del campo profughi, dove l’Uefa lavora da tempo insieme all’Unchr per aiutare i rifugiati. “Lavoriamo con il sostegno del governo giordano – ha spiegato Stefano Severe, rappresentante nel Paaese dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati – per proteggere i bambini da ogni forma di sofferenza o sfruttamento e assicurarci il loro benessere. Il campo da calcio contribuisce al nostro obiettivo dando a migliaia di ragazzi e ragazze la possibilità di fare sport in un ambiente protetto e con strutture eccellenti”.Il campo permetterà a 4.480 bambini e ragazzi (3.185 maschi e 1.295 femmine) tra gli 8 e i 20 anni di fare attività sportiva regolare ogni settimana, sotto la supervisione di tecnici qualificati. L’Uefa ha anche avviato un corso per formare allenatori a cui hanno già partecipato 250 profughi (tra cui 87 donne) che ora potranno lavorare con i ragazzi. “Grazie all’Uefa – ha sottolineato il presidente della Federcalcio giordana Ali Bin Al Hussein – questi bambini avranno la possibilità di fare sport, che è un mezzo educativo importante che seminerà la speranza anche in chi vive nelle circostanze più difficile come i profughi”.Ogni mese ci saranno tornei di calcio per le tante squadre già organizzate: 30 femminili (Under 13, U15 e U20) e 660 di maschi (U13, U15 e U24) con circa 20 giocatori per squadra. L’Uefa e la Federcalcio giordana hanno anche avviato corsi per arbitri e su come aiutare i ragazzi a guarire dagli infortuni. Ma gli esperti formati avranno incontri educativi con i giovani, che costituiscono il 60% della popolazione del campo profughi, su temi diversi dallo sport, come i matrimoni in età precoce ed i conflitti interpersonali e sociali.

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