Arriveranno tra alcuni giorni i risultati degli esami effettuati dall’Istituto zooprofilattico di Torino sui cibi serviti al pranzo di nozze che si è concluso con un’intossicazione alimentare che ha colpito un centinaio di invitati e che ha provocato la morte di Pierino Magnelli, 77 anni, zio dello sposo. E’ stato proprio il nipote, assieme alla moglie, a sporgere denuncia e a chiedere giustizia. In mattinata al laboratorio sono arrivati i campioni prelevati dal Nas nella cucina della “Locanda delle Antiche sere” in località Maretto, nell’Astigiano, e ci vorranno alcuni giorni prima che le colture batteriche di sviluppino e si possa capire quale sia stato il germe che ha contaminato il cibo e in che portata fosse contenuto.

Dai sintomi riportati dai commensali – vomito, dissenteria, crampi – potrebbe trattarsi di tossine di stafilococco, ma viene presa in considerazione anche la possibilità che a far star male così tanti invitati sia stato il cosiddetto “virus delle crociere”, in grado di colpire in breve tempo moltissime persone. Sotto la lente dei microscopi dell’Istituto Zooprofilattico ci sono ora scarti di cibo, alcuni trovati anche nella spazzatura. Tuttavia non di tutte le portate è stato possibile recuperare dei campioni: di alcune non era rimasto nulla, altri avanzi erano stati buttati via ma la pattumiera era già stata svuotata. Dunque il cibo avariato potrebbe non essere tra i 15 campioni analizzati. Per i ristoranti, infatti, non esiste l’obbligo di conservare per 48 ore un “pasto testimone”, come invece avviene nelle mense scolastiche.Gli sposi Fabrizio Magnelli e Valentina FinaCondividi  “Io sono stato male lunedì. Nel weekend ho lavorato molto e pensavo fosse colpa della stanchezza. Così sono rimasto a casa a riposarmi un po’. Poi mi ha contattato la sposa, ho letto sui giornali e ho capito”. A raccontarlo è il fotografo del matrimonio finito in tragedia. “Le portate mi erano sembrate buone – continua – non c’era nulla che facesse presagire un simile epilogo. Ho mangiato una tartina di carne cruda e l’insalata di polipo. Poi il risotto con salsiccia e Barbera. E due ravioloni di pasta all’uovo, che probabilmente nel ripieno avevano del pesce. Non sono andato dal medico. Ora, però, la sposa ci ha invitati a fare accertamenti”.La pista della tossinfezione alimentare è quella principale, confermano i carabinieri del Nas di Alessandria guidati dal colonnello Biagio Carillo che indagano sulla vicenda, coordinati dalla procura di Asti, in attesa dei risultati delle analisi sui campioni di cibo prelevati dal ristorante. “La richiesta da parte del pm di procedere ad accertamenti tecnici non ripetibili, relativi all’autopsia e alle analisi tossicologiche, ci trova assolutamente d’accordo – commentano gli avvocati Piermario Morra e Nicola Calderi, legali del ristorante – Proprietari e gestori del locale stanno fornendo la massima collaborazione alle indagini condividendo l’urgenza di stabilire cosa sia realmente accaduto”.

Sorgente: Morto dopo pranzo nuziale ad Asti, spunta l’ipotesi dello stafilococco o del “virus delle crociere” – Repubblica.it

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