Tutte le volte che c’è un terremoto, come l’ultimo che ha devastato il Messico, si sente parlare di scala Richter e scala Mercalli come sistemi di misura per comprendere l’entità di un sisma. Ma si tratta di due metodi molto differenti tra di loro.La scala che prende il nome da Giuseppe Mercalli, sismologo di origine campana vissuto tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, misura l’intensità di un terremoto in base agli effetti distruttivi visibili su edifici e persone. In altre parole, maggiori sono i danni e le vittime, maggiore sarà il valore nella Scala Mercalli, scandita in numeri romani. La scossa classificabile nella categoria I è definita anche “impercettibile”, in quanto è avvertita solo dagli strumenti sismologici. La II, “molto leggera”, è invece una scossa percepita da pochi, mentre la scossa di livello III, “leggera”, fa avvertire soltanto delle lievi vibrazioni. Poi ci sono la scossa IV (“moderata”, molti la sentono e gli oggetti in alto oscillano), V (“piuttosto forte”, avvertita da persone e con caduta di oggetti), VI (“forte”, con qualche crepa e percepita da tutti), VII (“molto forte”, tanto che anche le persone addormentate riescono a sentirla), VIII (“rovinosa”, con parziale distruzione di paesi ed edifici), IX (“distruttiva”, con case in gran numero rase al suolo) e scossa X (“completamente distruttiva”).Quello della scala Richter (dall’omonimo sismologo Usa), invece, è un sistema di misurazione più oggettivo, basato sul calcolo dell’ampiezza delle oscillazioni del suolo rilevate dai sismografi. L’intensità di un terremoto, in questo caso, si misura in magnitudo: da 0 a 1.9 si tratta di una scossa leggera, registrata solo mediante adeguati apparecchi; da 2 a 2.9 è avvertita solo da chi è sdraiato e gli oggetti che pendolano oscillano, mentre fra 3 e 3.9 si tratta di scosse con vibrazioni piuttosto forti. Un terremoto di magnitudo fra 4 e 4.9 viene invece avvertito da molti, con ad esempio piatti e bicchieri che tintinnano e piccoli danni riportati da case ed edifici. Il magnitudo tra 5 e 5.9 è poi quello di un sisma avvertito da tutti, con crepe sui muri e gli edifici più pericolanti che subiscono crolli, mentre tra 6 e 6.9 si verificano crolli e c’è il rischio di maremoti. Scosse con magnitudo 7-7.9 provocano invece cedimenti per la maggior parte degli edifici, mentre in seguito a quelle con magnitudo tra 8 e 8.9 tutti i palazzi sono inagibili e le onde del mare possono raggiungere anche i 40 metri. Tra 9 e 9.9 si possono verificare persino totali allagamenti di territorio o spostamento delle terre, mentre con magnitudo 10 o più, infine, ci sarebbe una vera e propria apocalisse, con spaccature della Terra, totale distruzione di strutture artificiali e formazione di maremoti. Questa categoria, però, è solo teorica: sulla Terra non esistono faglie abbastanza lunghe da provocare un sisma di questa portata.

Sorgente: Scala Richter e scala Mercalli, qual è la differenza? – Radio 105