Dalla Juve che domina il derby (e non solo) alla testa del Napoli che le tiene il ritmo; ma anche il talento di Federico Chiesa, la difesa dell’Inter, gli attributi della Lazio e di uno scatenato Immobile, gli orrori di Udinese e Benevento, la lotta di classe di Sinisa e la sfida di Arkadiusz Milik. Tutti i voti del weekend di Serie A.

Voto 10… Alla Juventus dominatrice del derby (E non solo…)

…Perché aveva l’impegno più difficile del weekend e invece dal weekend è quella che è uscita meglio di tutte. Ancora Juventus. Sempre Juventus. In barba a chiacchiericcio e qualche critica dei palati più fini; in barba alle varie noie fisiche di parecchi interpreti e al rendimento di quello che dovrebbe essere il bomber. Se non c’è Higuain c’è Dybala; se non c’è Khedira c’è Matuidi e così via dicendo. Un viaggio spedito a punteggio pieno. Che prosegue, imperterrito, da sei stagioni e sei giornate.

Voto 9… Al gol di Federico Chiesa

…Che fa una cosa bellissima controllando al volo e calciando una bordata clamorosa tra palo e traversa, come quelle di papà Enrico a metà degli anni ’90. Federico Chiesa è forte per davvero e in questa stagione se ne accorgeranno definitivamente tutti. Soprattutto chi, a fine anno, vorrà portarlo via alla Fiorentina. “Cassaaaaaaa!”.

Voto 8… Alla testa del Napoli

…Che esattamente come la Juventus prosegue uno straordinario cammino a punteggio pieno; e soprattutto riesce a farlo anche quando le cose si mettono male. I segnali cominciano a essere molteplici. Dalla reazione con l’Atalanta alla rimonta di Roma in casa della Lazio fino al sofferto successo di Ferrara sulla SPAL. Il Napoli c’è e c’è soprattutto con la testa. Qualità fondamentale quest’ultima per arrivare sul serio – o per lo meno provarci – fino alla fine.

Voto 7… Agli attributi della Lazio

Chi c’è e sta lì sul serio è anche la Lazio, che nonostante le defezioni si dimostra squadra specchio del suo allenatore: con gli attributi. Qualità certamente ritrovabili anche in Immobile, Ciro: professione attaccante. Il bomber biancoceleste è una certezza e con la doppietta in casa di un già derelitto Verona mette a segno la quinta marcatura multipla nelle ultime 11 partite in A. Qualcosa in più di una semplice coincidenza.

Voto 6… All’Inter che non impressiona, ma ha miglior difesa

Tutt’altro che impressionante è invece l’Inter di Spalletti, parecchio ridimensionata dal doppio impegno tra Bologna e Genoa, ma alla fine poi neanche tanto in termini di classifica. Ed è questo il fattore che più conta. Mentre le altre corrono, l’Inter annaspa un po’ sul piano del gioco ma non perde terreno in classifica (a differenza dei cugini in rossonero). Sia un gol di Icardi o una zuccata all’ultimo di D’Ambrosio, l’Inter è sempre lì, imbattuta, terza in classifica e con la miglior difesa d’Italia. In attesa di giorni migliori i nerazzurri restano in carreggiata con una certezza: la strada è quella giustissima.

Voto 5… Alla settimana del Cagliari

…Che in 5 giorni le prende prima dal Sassuolo e poi dal Chievo, dirette concorrenti nella lotta a una salvezza tranquilla. La Sardegna Arena doveva essere il fortino su cui costruire le proprie certezze, ma per ora non è nient’altro che un luogo come un altro. Dimostrazione che oltre al pathos e alla spinta del pubblico ci vuole di più. E che per ora, quel di più, la squadra di Rastelli, proprio non l’ha fatto vedere.

Massimo Rastelli, Cagliari

Massimo Rastelli, CagliariLaPresse

Voto 4… Al Milan forte sui social, un po’ meno sul campo

Malino i rossoneri. Anzi, diciamo pure male, suvvia. Non c’è una nota positiva che sia una della trasferta del Milan in casa della Sampdoria. Mai in partita dal punto di vista tattico – con Giampaolo che la incarta su a Montella –; e soprattutto mai in partita dal punto di vista dell’atteggiamento. E così, mentre il tecnico cerca ancora la quadra giusta – con l’undicesima formazione diversa in altrettante uscite ufficiali – dovrebbe essere la grinta e la fame a fare la differenza, a colmare quel tipico gap di un processo che è solo agli inizi. E invece, #HungrierThanEver, resta solo un vuotissimo hashtag della svuotatissima epoca dei social, dove si proclama facilmente, salvo poi scontrarsi con la realtà dei fatti. E quella, per il Milan, dice che la crescita è ancora lontana. Anche perché i 200 milioni spesi hanno fruttato per il momento solo due punti in più in classifica rispetto allo scorso anno…

Voto 3… Alla difesa dell’Udinese

O meglio, alla “non difesa” dell’Udinese. E sì che Delneri in carriera era sempre stato uno molto attento a questi aspetti, ma evidentemente il valore complessivo… A Roma si è vista infatti una squadra a tratti impresentabile per quello che dovrebbe essere uno scenario di Serie A. Ma evidentemente il livello del campionato, là in fondo, è questo. Anzi, è pure peggio. Tant’è che con ogni probabilità, visto chi sta sotto, i friulani alla fine si salveranno senza nemmeno troppo sudare. Che sia una consolazione o una mezza vergogna sta voi a dirlo. Noi siamo più per la seconda di queste opzioni. Ma la libertà di interpretazione è tutta vostra.

Voto 2… Alla lotta di classe di Sinisa Mihajlovic

…Che tanto per cominciare la spara grossissima alla vigilia, tirando fuori concetti tanto inopportuni quanto vetusti. Per due ragioni. 1. Tre quarti della vecchia Torino operaria, sostanzialmente emigrata meridionale e di casa FIAT, tifa Juventus; 2. Urbano Cairo, presidente del Torino, di professione fa l’editore, mica l’edicolante. “Popolo e padroni” suona così come l’ennesima frase a caiser butta lì nel tentativo di trasformare una partita di calcio in qualcos’altro. Tentativo per altro per l’ennesima volta rivelatosi controproducente. Il Torino infatti scende in campo nervoso e dopo mezz’ora finisce puntualmente in 10. La buttiamo lì: ma non è che preparare ogni derby come se fosse la guerra dei Balcani sia una bella stupidaggine?…

Voto 1… Al Benevento

…A cui non sappiamo più che dire: 0 punti in classifica, un gol fatto, 16 gol subiti. E un giocatore beccato dall’antidoping in settimana. Manca solo che qualcuno chieda un determinato tipo di colazione e venga giù davvero il meteorite.

Fabio Lucioni

Fabio LucioniLaPresse

Voto 0… Alla sfiga di Arkadiusz Milik

…Che a 23 anni si è già fatto entrambi i legamenti delle ginocchia. Perché come dice un vecchio detto partenopeo: la fortuna sarà anche cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. In bocca al lupo.

Sorgente: Da 0 a 10, il Pagellone della sesta giornata di Serie A – Serie A 2017-2018 – Calcio – Eurosport