Puntano alla nomination Oldman, Stone, McDormand e Jackman

Le candidature della 90/a edizione degli Oscar saranno annunciate il 23 gennaio, ma già impazzano le previsioni degli esperti. La sorpresa più gradita per l’Italia potrebbe essere, a quasi 20 anni da nomination e vittorie di La vita è Bella di Benigni, il ritorno in gara, anche nella shortlist per il miglior film (che prevede dai 5 ai 10 titoli) dell’opera di un regista italiano. Si tratta di Call me by your name di Luca Guadagnino, adattamento (fra i cosceneggiatori c’è James Ivory) del romanzo di André Aciman, salutato da un trionfo di critica. Il film racconta la storia di amicizia, amore e passione che nasce in un’estate italiana fra il 17 enne Elio (l’emergente Timothée Chalamet) e il 24enne Oliver (Armie Hammer).

L’avversario da battere è Dunkirk di Christopher Nolan, grandioso e realistico film di guerra girato in Imax e 65 mm, che ha conquistato pubblico (finora ha incassato oltre 500 milioni di dollari) e critica. Promette battaglia il Leone d’oro 2017 The Shape of Water, fantasy di Guillermo del Toro, sull’amore, nell’America della Guerra fredda, fra Elisa (Sally Hawkins, autorevolissima candidata come migliore attrice) e una misteriosa creatura acquatica.

Sulla fiducia, visto che il film debutterà a dicembre, molti scommettono sul ritorno di Steven Spielberg con The Post, che racconta lo scontro tra il Washington Post e il governo Usa nel 1971 sulla pubblicazione dei Pentagon Papers, le carte segrete sulla guerra in Vietnam. Protagonista la coppia d’oro Meryl Streep-Tom Hanks, pronta a arricchire il bottino di nomination. Salgono velocemente le quotazioni della dark comedy Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, che dopo il riconoscimento per la sceneggiatura a Venezia, ha vinto il premio del pubblico a Toronto. La stella Frances McDormand, con la sua interpretazione di una madre pronta a tutto per trovare l’omicida della figlia, è in pole position per le attrici protagoniste.

Tra gli altri papabili, un camaleontico Gary Oldman (su cui puntare per gli attori protagonisti) nei panni di Winston Churchill è il perno di L’ora più buia di Joe Wright, che potremmo ritrovare in molte delle maggiori categorie. Daniel Day Lewis, che ha annunciato il suo ritiro dalla recitazione, potrebbe avere la sesta nomination (già tre gli Oscar vinti), con il suo ultimo film, che mira in alto ma ancora senza titolo, diretto Paul Thomas Anderson e in uscita a fine anno, dove l’attore dà volto al grande couturier Charles James.

Potrebbe convincere i votanti dell’Academy anche La battaglia dei sessi di Jonathan Dayton e Valerie Faris, sulla storica partita di tennis, diventata un iconico evento mediatico, giocata da Bobby Riggs e Billie Jean King nel 1973. In odore di candidatura entrambi i protagonisti, Steve Carell (da Oscar, pare, anche nel dramma Last Flag Flying) e Emma Stone. Nella cinquina delle attrici protagoniste potremmo ritrovare Judi Dench per la sua ‘seconda volta’, dopo La mia regina (1997), nel ruolo della Regina Vittoria in Victoria e Abdul di Stephen Frears. Hanno buone chance Margot Robbie per I, Tonya di Craig Gillespie, sulla pattinatrice olimpica Tonya Harding, coinvolta nell’aggressione e ferimento della collega Nancy Kerrigan, e Jessica Chastain che in Molly’s game di Aaron Sorkin è Molly Bloom, donna che ha guidato un enorme giro di poker clandestino negli Usa.

Fra gli attori potrebbero esserci Hugh Jackman, nei panni di P.T. Barnum in The Greatest Showman di Michael Gracey, e Jake Gyllenhaal con Stronger di David Gordon Green, sulla vera storia di Jeff Bauman, che ha ricostruito la sua vita dopo aver perso le gambe nell’attentato alla maratona di Boston. Pochi credono in un exploit agli Oscar di Blade Runner 2049, sequel diretto da Denis Villeneuve del cult di Ridley Scott, che invece potrebbe tornare in gara con la storia del rapimento Getty, All the money in the world. Fra gli indipendenti, infine, da tenere d’occhio il dramma rurale Mudbound di Dee Rees, l’horror comedy, successo di critica e pubblico, Scappa – Get out di Jordan Peele e l’opera prima di Greta Gerwig, Lady Bird, con una strepitosa Saoirse Ronan.

Sorgente: La corsa agli Oscar, da Dunkirk a Guadagnino – Cinema – ANSA.it