Gli studi condotti fanno parte del progetto noto come Iraq Emergency Heritage Management Training Programme, in cui gli archeologi britannici addestrano i colleghi iracheni che devono poi partecipare al recupero dei siti danneggiati dall’Isis.John MacGinnis, che ha guidato la spedizione, ha raccontato al Times: “È ancora presto per dirlo, ma pensiamo che potrebbe essere stata una città molto trafficata tra l’Iraq e l’Iran. C’è da immaginare che la gente supplicasse ai soldati di passaggio di lasciare loro del vino”.Sul sito, del resto, sono stati ritrovati resti di monete e di statue di divinità greco-romane molto simili ad altre rinvenute in Kurdistan. Si tratta di una scoperta molto importante in una zona in cui il tempo e la guerra nascondono ancora molti tesori.

Sorgente: La città di Alessandro Magno torna alla luce dopo 2300 anni dalla sua fondazione in Iraq